Caso Europrogea: due avvisi di garanzia a Palazzo Gentile

di La Redazione
Politica, Cronaca
27 aprile 2016

Caso Europrogea: due avvisi di garanzia a Palazzo Gentile

Fu Natilla a presentare l'esposto. Daucelli risponde al dem: 'Aggiunge illazioni'

Con due avvisi di garanzia a Palazzo Gentile scoppia il caso Europrogea. Come emerso da alcuni resoconti forniti dalla stampa locale, la Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati Francesca Panzini e Nadia Palmieri, rispettivamente ex e attuale responsabile del Settore Finanziario del Comune di Bitonto, nell'ambito dell'indagine su una presunta morosità che riguarda Europrogea.

La società, che si occupa di trasporto merci su gomme - lavora per conto di giganti della distribuzione come Carrefour, Coop, Eurospin, Dhl e Saicaf -, non avrebbe versato per oltre una decade la tassa sui rifiuti, per un importo di circa 300mila euro (poi cresciuto nel tempo sino ad arrivare a quasi 600mila euro, ndr). Mai arrivati a Corso Vittorio Emanuele. Tanto da far insospettire il consigliere Franco Natilla che, quasi due anni fa, inoltrò un esposto la Procura di Bari, la Corte dei Conti e il Commissariato per verificare se ci fossero negligenze da parte degli uffici del Municipio.

Il dem, infatti, non condivideva la linea adottata dagli uffici che, nel 2013, a seguito di precisa richiesta di Europrogea avevano accettato di rateizzare la morosità in 36 tranche (72 la richiesta dell'azienda, ndr) - all'epoca il PD locale insorse richiamando il Regolamento, che prevedeva all'epoca al massimo 8 rate . A cui però hanno fatto seguito sette ingiunzioni di pagamento e, notizia di quasi un anno fa, la richiesta di fallimento dell'azienda.

Gli avvisi di garanzia, adesso, riportano in auge la vicenda e coinvolgono direttamente Palazzo Gentile. "Produssi quell'esposto perché non mi venivano forniti gli atti che avevo chiesto, relativi ai pagamenti tarsu dell'azienda Europrogea - ha spiegato Franco Natilla ai taccuini di Bitontolive - L'assessore Daucelli, in consiglio comunale, manifestò di essere a conoscenza di quella situazione irregolare ma disse che non si era proceduto con il sequestro dei mezzi per salvaguardare una cinquantina di posti di lavoro [...] C'è un principio cardine tra i doveri del pubblico amministratore: quello di vigilare sull'attività dell'apparato amministrativo. Questo controllo non sarebbe stato esercitato. Sarebbe interessante sapere dai funzionari destinatari degli avvisi di garanzia se siano stati indotti ad agire contro legge".

"Su questa vicenda – ha commentato nella tarda serata di ieri Daucelliè del tutto evidente che il consigliere Natilla non si limita ad affidarsi allo scrupoloso lavoro degli inquirenti, aggiungendo e diffondendo considerazioni personali e illazioni, basate anche su resoconti palesemente distorti degli accadimenti. Non capisco, infatti, da dove il consigliere abbia desunto la convinzione che io abbia riferito nel corso del Consiglio comunale del 3 luglio 2013 che nei confronti della società «non si era proceduto con il sequestro dei mezzi per salvaguardare una cinquantina di posti di lavoro»". "Leggendo la trascrizione integrale di quella seduta di Consiglio – ha chiarito l'assessore – non vi è un solo passo, in cui si riporta quanto affermato da Natilla, dal momento che mi sono limitato a riferire di essere a conoscenza della richiesta da parte della società in questione di «maggiore dilazione, rispetto a quella prevista per regolamento, in quanto aveva in corso credo un decreto ingiuntivo che avrebbe bloccato i mezzi. Siccome in quella società di logistica lavorano, credo, 50-60 autisti, quindi, bloccando i mezzi la società disse che aveva difficoltà a far lavorare le maestranze»".

E sulla rateizzazione ha aggiunto: "È necessario, tuttavia, far notare, a dispetto delle gratuite illazioni del consigliere Natilla, che successivamente ho appreso che la rateizzazione fu concessa dagli uffici, solo dopo aver accertato l'esistenza di un pignoramento negativo (le azioni di recupero crediti, quindi, non avevano avuto esito positivo) e, comunque, alla luce delle nuove norme nazionali, che prevedevano la possibilità di concedere sino a 60 rate per il pagamento dilazionato dei debiti nei confronti della Pubblica Amministrazione. Norme che successivamente sono state recepite dal nuovo Regolamento Comunale sui Tributi".

Secondo alcuni articoli di giornale diffusi ieri, anche i vecchi revisori dei conti del Comune di Bitonto erano stati destinatari di avvisi di garanzia. La smentita è arrivata da Michele Daucelli prima - "a dispetto dell'imprecisione del resoconto giornalistico probabilmente indotto dalla fonte, che ad oggi gli avvisi di garanzia sono stati notificati solo a due funzionari comunali, l'ex dirigente del Settore Finanziario e l'attuale responsabile del Servizio Finanziario, e sono, come noto, atti dovuti dagli inquirenti a tutela del diritto di difesa delle persone chiamate in causa, perché sono in corso indagini istruttorie sulla vicenda. I provvedimenti, risalenti al gennaio 2016, non riguardano altri soggetti, né tantomeno i revisori dei conti" - e dagli stessi poi, che con una nota hanno chiesto una rettifica a Natilla.

Tra gli indagati, comunque, interessante è la posizione di Francesca Panzini. L'ex dirigente "a scavalco" di Corso Vittorio Emanuele è al centro del ciclone Censum a Terlizzi, per un caso di cartelle pazze e un ammanco di più di un milione . La stessa Panzini, arrestata e poi rilasciata nel 2013, è indagata per concussione, peculato e abuso d'ufficio, assieme al patron della società di riscossione. Due anni fa fece discutere il suo ricollocamento al Settore Finanziario del Comune di Terlizzi e la nomina a dirigente della Polizia Locale e assistente dell'Assessorato alla Legalità.