Violante ospite dell'associazione Città dell'Uomo

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli
07 marzo 2016

Violante ospite dell'associazione Città dell'Uomo

L'onorevole è intervenuto per un dibattito sull'identità della Sinistra

Stimolante e significativo è stato l'incontro dello scorso 5 marzo, tenutosi presso la Sala polifunzionale Opera SS. Medici, che ha visto ospite dell'associazione Città dell'Uomo l'on. Luciano Violante, fino al 2011 Presidente della Camera dei Deputati.

Il professore ha dialogato con i giovani sul tema "L'identità della Sinistra italiana", dando con poche e chiare battute un quadro preciso dell'ideologia politica che sta alla base della Sinistra. Partendo dal pensiero hegeliano, dalla distinzione dei suoi allievi in Destra e Sinistra, passando per Marx e arrivando al più recente Antonio Gramsci, Violante ha costruito un excursus con cui si è ricostruito il pensiero di Sinistra: "La Sinistra, diversamente dalla Destra, ha la tendenza a studiare la realtà e a cambiarla con modelli razionali. Si schiera dalla parte delle minoranze, delle classi più deboli e in difficoltà, punta alla cosiddetta libertà dal bisogno, che consiste nel porre le varie esigenze su un piano ugualitario per tutti gli strati della società, con l'obiettivo di affrancarsi sempre più dall'ingerenza di un bisogno difficile da soddisfare".

I presupposti fondamentali sono quelli storici: stato nazionale, controllo e prevedibilità dei processi economici e politici e la selezione dei quadri dirigenti. "Alla base di questi presupposti" ha spiegato Violante, "c'è una concezione che Marx ben esprime con la formula utopia strategica: essa prevede da un lato l'emancipazione assoluta, perché per la Sinistra l'ottenimento della libertà dal bisogno è sempre possibile e perseguibile, dall'altra l'impossibilità relativa, intendendo così le utopie solo visioni di parte che possono comunque essere realizzate. Inoltre bisogna ricordare la concezione deterministica della storia: essa si può influenzare e la lotta politica è fondamentale per poterla modificare".

Tuttavia, per Violante, non si può dire che la Sinistra sia senza impedimenti e limiti: "La Sinistra non è più efficace perché il mondo è cambiato. Se un tempo quello che succedeva in Cina non toccava minimamente l'Italia, oggi tutti gli interventi che vengono presi in Italia sul piano della politica interna avranno una ineluttabile ricaduta sull'estero. Ed è vero anche il contrario". È la cosiddetta interdipendenza, che ha reso "la politica di oggi fuori dallo spazio e dal tempo: non solo ciò che accade qui ha effetti anche forti all'estero, ma questa influenza reciproca avviene ad una velocità forsennata". I rischi che si vengono quindi a profilare sono molteplici: "i cittadini hanno perso l'idea di una Sinistra che riesce nei suoi obiettivi, diventando le prime vittime del populismo, entro cui è rappresentato il diffuso rancore sociale. Questo non può portare che ad ulteriore disuguaglianza, aggravata poi anche dalla industria 4.0 delle comunicazioni tra macchine e della stampa in 3D degli oggetti dell'industria".

Spazio alla fine anche per gli storici "difetti" della Sinistra: aspetti metodologici, il non studiare i fenomeni senza riuscire a comprendere il presente e porsi con irresponsabilità nei comportamenti sociali, oltre che ideologici, l'atteggiamento di superiorità intellettuale rispetto ad altri modi di pensare e la confusione tra egualitarismo, che si impone come modello di uguaglianza, e la stessa parità. Pregiudizi e retaggi che Violante ha biasimato.