Proseguono le indagini sul caso Cerin

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca
08 marzo 2016

Proseguono le indagini sul caso Cerin

I legali di Colapinto chiedono al Gip la scarcerazione

Il sistema Cerin è stato applicato anche in altri Comuni? Se lo chiede Giovanni Longo sulla Gazzetta del Mezzogiorno, in un articolo che fa il punto sulle indagini in corso ai danni della società dei Colapinto, finiti agli arresti domiciliari nell'ambito dell'Operazione Cornucopia poco più di un mese fa.

Secondo le indiscrezioni lanciate dal quotidiano barese, gli inquirenti starebbero controllando l'attività di riscossione della Cerin in altri Comuni, anche al di fuori della Puglia. E soprattutto se il "sistema" potesse contare su una rete di "connivenze e complicità" tra i funzionari pubblici. Come accaduto a Mariglianella, dove Colapinto senior è stato condannato in primo grado per corruzione.

Le indagini proseguono anche a Bitonto, dove gli inquirenti ipotizzano un buco nelle casse comunali di oltre tre milioni di euro. Soldi dei contribuenti che Colapinto, attraverso un articolato sistema finanziario ricostruito dalla GdF e dal procuratore Lino Giorgio Bruno, avrebbe investito in operazioni immobiliari.

Il caso Cerin è finito anche al centro della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario della Corte dei Conti. "È di qualche settimana fa - la dichiarazione di Paolo Romanelli, procuratore generale della CdC, riportata dalla Gazzetta - la notizia dell'arresto, su disposizione giudiziaria, per un altro 'buco' milionario, degli amministratori della società che gestiva il servizio di riscossione per conto del Comune di Bitonto, già nota per analoghi ammanchi fatti registrare in altri Comuni".

Intanto gli avvocati di Mario e Giuseppe Colapinto hanno presentato una istanza di scarcerazione al Gip del Tribunale e nominato un commercialista, con il compito di ricostruire per la difesa i rapporti finanziari ed economici oggetto dell'indagine.