PD: 'Perchè uscire da Banca Etica?'

di La Redazione
Politica
16 marzo 2016

PD: 'Perchè uscire da Banca Etica?'

I dem ricordano la storia dell'istituto e attaccano Modugno

"Si nega un percorso, una bella pagina della storia di questa città". La sezione locale del Partito Democratico di Bitonto non condivide la scelta della maggioranza che governa la città di uscire da Banca Etica.

Una lunga partnership, quella tra Palazzo Gentile e l'istituto di credito. Correva il 1999 quando il Consiglio Comunale su proposta del "Coordinamento Associazioni di Volontariato e Realtà di Base di Bitonto" deliberò l'adesione del Comune alla Banca che allora si proponeva di diventare la prima esperienza nazionale di finanza etica. Oggi però la Legge di Stabilità impone a Corso Vittorio Emanuele di rivedere il rapporto con tutte le partecipazioni societarie. E la maggioranza ha deciso di tranciare il rapporto con Banca Etica

Eppure, secondo il Partito Democratico, "Banca Etica è divenuta una consolidata realtà e attraverso la sua attività ha sostenuto i progetti di tutte le realtà che promuovono i valori della solidarietà, della tutela dell'ambiente". A questi progetti ha contributo indirettamente nel tempo anche il Comune di Bitonto con la sua piccola quota di 2.000 euro "che oggi si dismette nonostante il nostro parere contrario in consiglio comunale".

Dalla Pescara non condividono nemmeno la posizione assunta dal capogruppo di Sel, Vito Rosario Modugno che durante l'ultimo consiglio di comunale che definito Banca Etica come "un soggetto legato a certo mondo clericale", "che non fa beneficenza a nessuno se non ad una fondazione dallo stesso nome", come "la terza Banca in Italia e in Europa per costo del conto corrente", "inutile per un Comune come il nostro". "Affermazioni da cui ci sentiamo distanti e che sono passate sotto il silenzio della stessa maggioranza e in particolar modo dei movimenti civici che dicono di ispirarsi a certi valori" attaccano i dem.