Metti una sera con i Neri Per Caso

Carmela Loragno
di Carmela Loragno
Cultura e Spettacoli, Video
15 marzo 2016

La chiacchierata con il sestetto salernitano in occasione della sua tappa pugliese

Accade a Corato, in un piccolo e assai accogliente negozio di musica e libri, uno di quei contenitori di "preziosità", santuari della cultura anche di nicchia della città, che resistono, con non pochi sacrifici e tanto entusiasmo – perché senza quello non vai da nessuna parte – alle grandi distribuzioni, in cui tutto è massificato, uguale a se stesso, anonimo, persino la carta con cui si impacchetta un regalo.
E invce SonicArt, così si chiama questo posto "magico", porta con sé il fascino raro e intatto delle piccole realtà di provincia – da salvaguardare a tutti i costi – in cui persino le pareti hanno una storia e i libri sprigionano il loro caratteristico profumo e Michele Cialdella è il custode di questo piccolo scrigno di ricordi, storie, sogni e graziose manie. E chi ha letto o visto "High Fidelity" sa di cosa sto parlando.

È proprio a SonicArt che i Neri per Caso hanno portato, sabato scorso, in una tappa tutta pugliese, il loro album dal titolo "2.0", che racchiude in sé il senso di un cambiamento, o meglio di una necessaria e naturale evoluzione, ma nello stesso tempo ricorda e festeggia – togliendo quel puntino di mezzo – i primi 20 anni di carriera di artisti che ineluttabilmente sono entrati nella storia della musica italiana.

Il mio incontro con i Neri Per Caso comincia nel pomeriggio, sul posto ad assicurarmi per prima l'intervista. Un po' di trepidante attesa ed eccoli irrompere nel negozio con la loro travolgente energia e quella "confidenziale familiarità" tipica di noi, gente del Sud, in grado di far sentire a proprio agio anche il più lontano dei parenti.
Ed è in quel frangente che imparo a conoscere un po' più da vicino questi artisti che, come si dice da noi "So' proprij tranguill", senza voler alludere ad una pacatezza di spirito che, ai Neri Per Caso, figli del vicino Vesuvio e dalle personalità davvero vulcaniche, proprio non si addice.

E apprendo ad esempio che Gonzalo e Mario sono degli appassionati sfegatati di manga e anime giapponesi, che Mimì è un divoratore di libri e film, che il timido Daniele è in realtà una persona di grande umorismo, che dietro il sorriso sornione di Ciro – che sembra fregare tutti – si nasconde la mente e l'orecchio (assoluto per giunta!) del gruppo e che Massimo rappresenta il vero principe gentiluomo italiano.
Stiamo quasi per iniziare la nostra intervista, quando un giovane fan chiede di avere gli autografi dei Neri sull'album appena acquistato. Si tratta di un ragazzo di poco più di vent'anni, che quando i NPC esordivano non andava neanche all'asilo.
Basta dire questo per capire che siamo di fronte ad artisti che hanno lasciato un segno importante nel quadro della musica italiana; un segno che unisce diverse generazioni, in grado ancora oggi di lasciarsi stregare dalla loro particolare proposta artistica.
Basta dire questo oppure ricordare che quella sera tanta gente era presente per loro e ricordava a memoria e cantava i pezzi storici come "Le ragazze" – richiesta a gran voce. Come a gran voce si chiedeva la loro prossima partecipazione a Sanremo, a sognare di nuovo insieme con loro con quel modo di fare musica pop che rappresenta il mondo a cappella italiano.

Nel loro dico "2.0" 15 brani, tre inediti e una selezione di cover che da sempre vengono riproposte nel loro repertorio live e che spazia dai Beatles a Sting, a Michael Jackson e Pino Daniele, con una capatina alla musica latina.
Prodotto da ELIOS Registrazioni Audiovisive, distribuito da SonY Music, il disco contiene un inedito dal titolo "Make Love", il cui videoclip è stato firmato da Nicola Nocella e Enzo Piglionica, premiato con uno "Special Award" lo scorso 17 novembre a Roma in occasione del RomaVideoClip, il più importante festival nazionale italiano che premia i videoclip tratti da colonne sonore o video musicali.
E porta sempre la firma di Piglionica e Nocella il videoclip "Strana Vita", il brano dal nuovo progetto musicale solista di Massimo De Divitiis.

Ed è all'attore e al regista pugliesi che i Neri Per Caso rivolgono nell'intervista la loro stima, frutto di un collaudato lavoro di squadra e comunione di intenti, ma soprattutto di un'amicizia cominciata così, per caso è la parola più azzeccata, e che sarà il punto di partenza per una imminente nuova collaborazione.
A Nicola Nocella, fan del sestetto, va il merito di aver portato i Neri Per caso a Corato, in una piccola libreria di provincia, ma soprattutto di aver dato la possibilità a tanti "vecchi" e nuovi appassionati del genere a cappella, e della loro musica in particolare, di apprezzare uno show di grandi professionisti della musica, tanto da far dire ad uno del pubblico, durante l'esibizione dei 6 mattatori, "Questi c'hanno gli strumenti incorporati!".
A me il piacere di aver trascorso con loro una esuberantissima serata.