Il giovedì santo e i suoi tradizionali 'sepolcri'

Federica Monte
di Federica Monte
Inchieste, Settimana Santa
24 marzo 2016

Il giovedì santo e i suoi tradizionali 'sepolcri'

Quali sono i riti legati al classico appuntamento che precede Pasqua?

Una delle più antiche tradizioni della Settimana Santa è quella legata ai "sepolcri". Chiamati così nella vulgata, sarebbe più corretto chiamarli "altari" della reposizione, come ha stabilito la Congregazione per il culto divino in una dichiarazione del 1988. In questo giorno infatti si celebra l'istituzione dell'eucarestia, l'atto di sacrificio offerto da Gesù agli uomini. Quella del Giovedì Santo è una tradizione che risale all'epoca carolingia e si è modificata col tempo.

Ad essere ricordata in questo giorno è l'ultima cena, non la morte di Gesù Cristo alla quale pur rimanda il termine "sepolcro", ad essere adorata è l'ostia – il corpo di cristo, l'eucarestia – riposta in un depositum sull'altare, dopo la messa in Coena domini. "La vita rifiorisce, sconfigge la morte. Il giovedì santo è la morte della morte, perché il nostro Dio è il Dio della vita" spiega il professor Nicola Pice.

Intorno agli '30 - '40 del '900 a Bitonto, l'allestimento del sepolcro si trasformava in una vera e propria sfida nella quale si cercava di realizzare il miglior ornamento possibile con l'utilizzo degli elementi vegetali. Per gli ornamenti sepolcrali venivano utilizzati soprattutto il biancospino – simbolo primaverile della natura che si risveglia – e il grano: lo si raccoglieva e lo si lasciava qualche giorno in acqua, per consentire il suo germoglio prima della costruzione dell'altare. Il grano ovviamente nella sua lettura simbolica rappresenta la vita. "Ci sono alcuni elementi, alcune immagini che sono legate alla simbologia. Per esempio il pellicano che si becca il petto per dare l'idea che il Cristo si sacrifichi per dare alimento di sé e salvare gli altri, o nel nostro caso il grifo che ha la capacità di involarsi verso l'alto. Così come gli animali anche alcuni elementi della vegetazione hanno valore simbolico" racconta il professore. Sempre per la simbologia cristiana poteva essere utilizzata una pagnotta di pane o una brocca di acqua, perché l'acqua rimanda all'idea del battesimo e alla rinascita, oppure una brocca di vino, perché pane e vino si legano all'ultima cena.

Usanza antica era quella di partecipare nel giorno del mercoledì delle ceneri alla prima funzione celebrata presso la Chiesa del Carmine, mentre il giovedì era d'obbligo visitare sette chiese. Sette come i vizi capitali, le virtù, i doni dello Spirito Santo, i Sacramenti. "Una ex septem ecclesiis - una delle sette chiese - è ancora oggi una scrittura lapidea che troviamo sui portali di alcune chiese, come nella chiesa di Santa Teresa, una delle sette chiese appunto che finiva per essere oggetto di visita quando si facevano i cosiddetti sepolcri". Oggi, chiaramente, non esiste alcun obbligo riguardo il numero. Quello dei "sepolcri", piuttosto, è diventato un appuntamento per godersi una piacevole passeggiata per le vie del centro. Sempre più povero del sentimento religioso popolare che animava il giorno che precede la Passione.