Discariche. Passa la variante all'articolo NTA che consentiva la realizzazione degli impianti nelle cave dismesse

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
18 marzo 2016

Discariche. Passa la variante all'articolo NTA che consentiva la realizzazione degli impianti nelle cave dismesse

Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio

Palazzo Gentile rinnova il proprio "no" alle discariche di RSU nelle cave dimesse. Il Consiglio Comunale ha dato il via libera alle modifiche dell'articolo 22 delle Norme Tecniche di Attuazione del vigente Piano Regolatore, dopo l'atto di indirizzo approvato dall'assise lo scorso Ottobre.

Il provvedimento, preparato da Giuseppe Sangirardi, segue la petizione promossa da Partito Socialista e l'associazione ambientalista Colibrì - poi sposata da altre realtà, tra cui il Partito Democratico. La questione, sollevata due anni fa da BitontoTV, nasce dal'articolo 22 del dispositivo che regola l'attuazione del Piano, che, alla sezione 1.c, recita "per quanto attiene in particolare le discariche di rifiuti solidi urbani (R.S.U. ndr) le stesse sono consentite in cave già esaurite e con le limitazioni di cui articolo 22.1a". Un cavillo che sostanzialmente legittima la costruzione di impianti di stoccaggio in cave in cui non viene più svolta l'attività estrattiva, stranamente inserito proprio nella sezione che le NTA dedica alle "Attività Agroturistiche". E che è diventato il nodo centrale del ricorso al Tar Puglia da parte della Fer.Live.

La discussione del provvedimento ha trovato il Consiglio quasi unanimemente a favore, dal gruppo PSI sino all'opposizione che ha sostenuto il documento venuto "dal basso" per evitare che "Bitonto paghi ancora un prezzo salato in materia ambientale". Unica nota stonata l'intervento di Vito Modugno, misteriosamente scettico sull'atto, ritenuto equivoco. Una posizione interessante quello del consigliere di SEL - astenutosi dal voto -, che non è stata sostenuta dal suo collega Ricatti e che contraddice il voto positivo dato dal consigliere nei mesi scorsi all'atto di indirizzo propedeutico.

Adesso la variante dovrà seguire il corso amministrativo che la porterà sui banchi della Regione. Qualora dovesse essere approvata, comunque, non costituirebbe una pregiudiziale escludente per la realizzazione di discariche, atteso che tutte le decisioni competono direttamente a Bari. Ma rappresenta un segnale chiaro: "Chiunque vorrà realizzare discariche sappia che adesso lo farà contro la nostra volontà" ha tuonato Mundo durante la discussione.

"Ringraziamo uno per uno tutti i concittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare - hanno commentato da Colibrì - Petizione recepita integralmente, integrata opportunamente e validamente supportata dal Servizio Territorio retto dall'Ing. Giuseppe Sangirardi al quale va la nostra doverosa gratitudine".

 

Il Consiglio Comunale ha finalmente adottato la variante urbanistica all'Art. 22.1.c delle NTA del PRG.Ringrazio uno...

Pubblicato da COLIBRì - ATAS su Giovedì 17 marzo 2016

 

Solo per citare qualche numero, il Rapporto Cave 2014 spiega come la Puglia sia la seconda regione in Italia per numero di impianti di estrazione, attivi ed esauriti. Sul territorio sono presenti 415 cave attive e 2.579 dismesse. Un dato che si lega fortemente al circuito delle Ecomafie. Amianto, materiali di risulta, RSU sono solo alcuni dei rifiuti che vengono riversati nelle cave bitontine.