Approvato il DUP senza l'emendamento socialista

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
15 marzo 2016

Approvato il DUP senza l'emendamento socialista

Il documento conterrà tutte le parti relative all'Azienda Servizi Vari

Il Documento Unico di Programmazione approvato ieri in Consiglio Comunale conserverà tutto l'incartamento relativo all'Azienda Servizi Vari. L'assise, tornata a parlare del provvedimento propedeutico al bilancio nella giornata di ieri, non ha accolto gli emendamenti proposti nelle scorse settimane dal Partito Socialista, né la richiesta di stralciare tutta la parte legata alla società, arrivata dall'opposizione.

La discussione si è aperta con l'intervento di Franco Mundo che ha spiegato la ratio degli emendamenti proposti dal suo gruppo: a fronte della situazione delicata che coinvolge la Sanb, ad oggi non ancora operativa, sarebbe stato opportuno per i socialisti tranciare dal Documento i paragrafi relativi alla alienazione delle quote di partecipazione della società. Questo perchè Palazzo Gentile - come sostenuto anche ieri dal capogruppo PSI - dovrebbe puntare a "comprare le restanti quote private e rendere l'ASV un bene pubblico che può confluire nella nuova Sanb".

Gli emendamenti, che hanno ricevuto parere negativo dalla struttura ("una forzatura" secondo Mundo), sono stati sostenuti anche dalla minoranza che ha votato a favore degli emendamenti assieme a Mundo, non riuscendo però ad arrivare ai voti necessari per l'approvazione. Damascelli ha spiegato come "sin dal primo momento ho avuto forti perplessità sulle dismissioni delle quote ASV", mentre Natilla ha parlato di "falso" per quanto riguarda la parte del documento sulle attività della Sanb: "ad oggi esiste solamente come atto costitutivo, ha conferito soltanto un incarico di consulenza". "Sciatteria amministrativa" secondo Natilla che, per il dem Ricci, potrebbe tradursi in "una svendita al miglior offerente". Per questo l'avvocato ha chiesto che l'Amministrazione si rivolga alla Corte dei Conti per un parere sulla vicenda, considerato che l'interrogazione dell'onorevole Dario Ginefra al momento non ha avuto alcun seguito. "Perchè non dismettiamo le quote della Conca Barese e del Gal che sono in passivo?" la provocazione di Natilla.

Dopo gli interventi di Pafetta (che ha espresso alcune remore sull'operato dell'Azienda) e Ciccarone, è toccato a Salvatore Bonasia difendere il provvedimento. Il segretario ha prima diffidato i consiglieri a parlare di "falso" (in riferimento a Natilla, ndr) - "questi sono verbali che vanno a finire all'attenzione della Guardia di Finanza e della Procura" - e poi ha spiegato le motivazioni amministrative che hanno supportato la redazione del Documento. L'emendamento socialista, a detta di Bonasia, andrebbe contro le disposizioni normative e il fatto che l'ASV abbia un bilancio in attivo non è da considerare un fattore escludente dalla riorganizzazione delle partecipate. Mentre Daucelli ha rincarato la dose ricordando il parere dell'Autorità di Vigilanza sul bando per l'assegnazione delle quote private.

Come detto, alla fine l'emendamento non è passato per volontà della maggioranza, e il DUP è stato votato integralmente nella sua versione originale, senza Franco Mundo. Nonostante Damascelli abbia definito l'atto "miope", perchè "mai condiviso".

Sulla vicenda questa mattina il sindaco Michele Abbaticchio, ieri assente per motivi di salute, è intervenuto, consegnando i suoi pensieri ai social network: "Nessuno di noi vuole vendere quota comunale dell'ASV , anche perché l'abbiamo rilanciata noi portandola per la prima volta a operare anche fuori Bitonto. La legge attuale, però, ci obbliga a mettere in vendita. Peraltro i dipendenti continueranno a lavorare sempre e comunque. La volontà di qualcuno è stata quella di strumentalizzare il tutto e invitarci persino a pagare i soci privati dell'ASV (vogliono tre milioni di euro dai bitontini perché si aspettavano dieci anni fa altra tipologia di business) pur di far diventare di nuovo pubblica l'azienda". Di qui la stoccata, che ha ripreso una vecchia proposta fatta all'indomani della nascita dell'Azienda: "Domanda: a parte l'illegittimità del percorso proposto, i tre milioni di euro dovremmo prenderli dalle tasche dei cittadini? Per pagare dei privati che erano attirati anche dalla realizzazione di un termovalorizzatore nella nostra Città? Mi dispiace, non siamo d'accordo. Mai lo saremo".