Alcune domande ad Antuofermo e Fiore sul caso Cerin

Savino Carbone, Sabino Paparella
di Savino Carbone, Sabino Paparella
Politica, Cronaca
09 marzo 2016

Alcune domande ad Antuofermo e Fiore sul caso Cerin

Savino Carbone e Sabino Paparella si interrogano su alcune questioni che riguardano i due ex assessori al Bilancio

Qualunque sarà l'esito dell'iter giudiziario, il caso C.E.R.I.N. rischia di diventare il più grande scandalo che Bitonto si sia mai trovata ad affrontare. Giuseppe e Mario Colapinto, oggi agli arresti domiciliari, sono accusati di aver distratto dalle casse comunali nel periodo che va dal 2010 al 2012 "un importo non inferiore ad euro 3.188.000,00", provenienti dall'attività di riscossione tributi svolta dalla società per conto del Comune di Bitonto.

Ad oggi, quasi tutti i principali attori dell'amministrazione Valla - quella in carica nel periodo interessato dalle indagini coordinate dal procuratore Bruno - non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. Fatta eccezione per l'ex vicesindaco Domenico Damascelli, che si è unito al coro laconico dell'"aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso", stupisce il silenzio generale che attornia la vicenda. Nonostante Procura e Guardia di Finanza continuino a scavare alla ricerca, è notizia di questi giorni, di "connivenze e complicità" (come si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ndr) nell'ente.

Eppure ci sono alcune questioni che riguardano Nicola Antuofermo e Vincenzo Fiore, protagonisti della staffetta all'Assessorato al Bilancio del Comune di Bitonto, nel periodo contestato dagli inquirenti, che meritano di essere approfondite. Antuofermo, delegato comunale quando nel 2009 fu stipulato il contratto che esternalizzava de facto la riscossione in favore di C.E.R.I.N. srl, era a conoscenza del polverone giudiziario (incredibilmente simile alle vicende locali, ndr) scoppiato a Castel Volturno dove la società bitontina si occupava di riscuotere la T.I.A.? Sapeva che a Dicembre 2009, la Minos SPA, società di intermediazione finanziaria che aveva garantito l'aumento di capitale (di C.E.R.I.N. srl, ndr) necessario per esercitare la riscossione per conto delle P.A., era stata cancellata dall'Elenco Generale degli Intermediari Finanziari del Ministero? Antuofermo conosceva direttamente i Colapinto, considerato che la storia del rapporto del gruppo con Palazzo Gentile risale sino ai primi anni Duemila? E se ad oggi il Comune di Bitonto riesce a gestire la riscossione con tre dipendenti e una società di supporto, come mai nel 2009 l'Amministrazione di cui faceva parte, con le stesse risorse umane, scelse di portare fuori un servizio che da solo regge l'intera macchina comunale? E se davvero, come dichiarato al Da Bitonto, controllava "assiduamente e mensilmente l'operato dell'azienda", come venivano svolti gli accertamenti? Attraverso le certificazioni inviate dalla C.E.R.I.N. srl (come sembra da alcune indiscrezioni trapelate, ndr) o controllando gli estratti del conto corrente postale che la società utilizzava in riferimento alla sua attività?

La figura di Vincenzo Fiore, divenuto assessore con il rimpasto Valla nella seconda metà del 2011, risulta essere quella più interessante. Che considerazione aveva l'ex delegato del contratto che legava C.E.R.I.N. srl, dato che ereditò la concessione sottoscritta dai suoi predecessori? C'è stato qualche legame tra il decreto ingiuntivo del valore di oltre cinque milioni di euro arrivato a Palazzo Gentile e il crollo (quasi immediato in ordine di tempo) dell'amministrazione Valla? Atteso che ha collaborato con il gruppo imprenditoriale nel 2012 - al termine dell'avventura valliana - e che nel 2011 Colapinto spese parole di elogio nei suoi confronti (a margine di un incontro sui morosi avvenuto a Palazzo Gentile, ndr) quali rapporti ha intrattenuto con i patron C.E.R.I.N.? Ad oggi è legato da rapporti lavorativi con le attività dei Colapinto?

Domande che non sarebbe rasserenante lasciare senza risposta e che acquistano sempre più peso con il prosieguo delle indagini. "Al netto delle responsabilità civili e penali che la magistratura riuscirà ad accertare, coloro che negli anni hanno curato i rapporti del Comune con Ce.r.in. hanno il dovere morale di spiegare alla città cosa sia andato storto, chi abbia sbagliato. E chi avesse interesse, a Palazzo Gentile, a favorire Ce.r.in. e i Colapinto" scrivevamo nelle scorse settimane. Ne siamo sempre più convinti.