A lezione di legalità con Ettore Bassi

Elita Farella
di Elita Farella
Cultura e Spettacoli
21 marzo 2016

A lezione di legalità con Ettore Bassi

In scena al Teatro Traetta 'Il sindaco pescatore'

Lo scorso sabato, il celebre attore Ettore Bassi, ha portato in scena presso il Teatro Traetta "Il sindaco pescatore", con la regia di Enrico Maria Lamanna. Lo spettacolo, un lungo monologo dell'attore, ha focalizzato l'attenzione su tutti gli eventi salienti della vita di Angelo Vassallo: nato ad Acciaroli da una poverissima e onesta famiglia, divenne un pescatore e grazie alle sue doti imprenditoriali e allo spirito tenace riuscì ad ottenere un successo tale che lo portarono a candidarsi come sindaco di Pollica, un piccolo comune del Cilento. Eletto per tre mandati, nel 2010 si era presentato per un quarto mandato: unico candidato, rieletto il 30 marzo con il 100% dei voti. A soli cinque mesi dalla sua quarta elezione tuttavia, mentre rincasava alla guida della sua automobile fu assassinato da 7 colpi di arma da fuoco, la cui sospetta matrice camorristica è tutt'oggi oggetto di indagini da parte della magistratura.

Lo struggente, angoscioso e tormentato monologo di Angelo, interpretato da un brillante Ettore Bassi, si spende nei confronti di un interlocutore ideale: il suo aguzzino. Prima che le pallottole raggiungano il suo petto ad Angelo restano circa trenta millesimi di secondo e tutta la vicenda si dispiega in questo brevissimo lasso di tempo. Attraverso un finissimo gioco psicologico, tutti i pensieri che precedono la morte di Angelo si accavallano e si consumano nel tentativo di evitare l'inevitabile. Angelo vuole dare un motivo al suo assassino per non commettere quell'omicidio e così parte una analessi della sua intera vita; l'amore e le battaglie per tutelare l'ambiente,il tentativo di sradicare dalla sua città la pigrizia di chi occupava cariche pubbliche, la premura nell'assicurare ai giovani studenti strutture sicure, la costruzione del nuovo porto: unica vera fonte di sostegno per il comune di Pollica e infine l'infinito amore per la cultura.

Un uomo che ha sacrificato con la sua vita l'impegno di amministrare, difendere e migliorare la sua terra e le sue persone. Il messaggio finale di un commosso Ettore Bassi è doloroso e disperato per un Paese come il nostro affetto dal cancro della mafia: "La verità c'è, cercatela, chiedetela, esigetela!".