Sannicandro: 'Il PD rischia una crisi profonda'

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
26 febbraio 2016

Sannicandro: 'Il PD rischia una crisi profonda'

Il presidente di Progresso Democratico interviene sui rapporti tra i dem e Palazzo Gentile in una intervista a BitontoTV

Rimasta sinora lontana dai riflettori, l’associazione Progresso Democratico rischia di diventare una delle realtà politiche più interessanti della prossima campagna per le Amministrative. Non foss’altro che il gruppo, per la verità molto eterogeneo, considerato che accoglie al proprio interno diversi protagonisti della maggioranza Abbaticchio, è composto da una grossa fetta di delusi del Partito Democratico vicini a Lillino Sannicandro. L’ex consigliere regionale, metabolizzate le vicende del congresso dem che lo vide direttamente protagonista, è ormai il maître à penser di un gruppo politico che si fa promotore di un confronto più aperto con il centrosinistra che abita Palazzo Gentile - “Si tratta di costruire” dice lui - e che presto potrebbe contare tra i propri iscritti un Presidente del Consiglio Comunale. Quel Gaetano De Palma, che da piddino partecipa alle attività dell’associazione.

 

Sannicando, lo strano caso del centrosinistra bitontino è finito anche sulle colonne di Repubblica. Al momento siete l’unica parte del Partito Democratico che non preclude ad un dialogo con l’Amministrazione. Che nel frattempo ha fatto propri endorsment di organi regionali e provinciali, senza però riuscire a guadagnare nemmeno uno spazio di confronto con la Pescara. 

L’associazione Progresso Democratico e un gruppo di iscritti al PD avevano già ribadito in un documento la necessità di un centrosinistra unito. Non abbiamo condiviso l’atteggiamento di totale chiusura nei confronti dell’Amministrazione, anche perché quando una forza politica (il PD, ndr) contesta un Sindaco, significa che critica l’operato di una Giunta e di tutte le forze politiche che ne fanno parte. È chiaro che in questo modo viene attaccata una grossa fetta di centrosinistra, del quale, con la nostra associazione, abbiamo cercato di fare uno spaccato molto indicativo. 

È evidente che i riconoscimenti che il Sindaco e l’Amministrazione (Michele Abbaticchio attualmente è vicesindaco e delegato alla Pianificazione Strategica della Città Metropolitana di Bari, ndr) stanno ricevendo da Emiliano e Decaro rafforzano le nostre idee. È importante il riavvicinamento e la condivisione.

 

Soprattutto a un anno dalla nuova tornata per le Amministrative.

Appunto, ecco perchè attaccare in modo sterile è controproducente. Ho grande rispetto degli autorevoli esponenti del PD che intervengono nel dibattito locale (in riferimento palese a Giovanni Procacci che nelle scorse settimane ha rilasciato una lunga intervista a Primo Piano sulle ragioni di opportunità di un centrosinistra unito, ndr). Ma ritengo altrettanto importante che non ci siano alleanze raccogliticce come avvenuto nel 2012. Van fatte per costruire progetto, non per accogliere forze che decidono di aggregarsi all’ultimo momento. 

 

In questo senso riesce ad immaginare più plausibile un mea culpa del PD o una discesa in campo di Progresso Democratico?

Voglio precisare che Progresso Democratico accoglie persone come Nacci, Febbrile, Ricatti e Daucelli che fanno parte delle forze politiche che sostengono la maggioranza. Al momento, però, non so quello che faremo. Se poi il PD cambierà atteggiamento, vedremo.

 

Non è troppo tardi ormai per una inversione di questo tipo?

Da tempo dissentiamo da questa posizione, che è sì democratica e legittima, ma per noi anche non condivisibile. 

 

Una spinta potrebbe arrivare dall’elezione del Presidente. Tra l’altro i recenti stravolgimenti a Palazzo Gentile fanno credere che sia più facile trovare i numeri per eleggere De Palma.

C’è una maggioranza che ritiene di poter votare un Presidente del Consiglio del PD, nella figura di Gaetano De Palma, perchè è stato una persona critica, ma rispettosa. Uno che ha fatto opposizione costruttiva in modo garbato. Sarà poi il PD a decidere, come auspichiamo, se votarlo oppure scegliere di non accordare la preferenza ad un proprio iscritto. Non condividiamo quanto sostenuto dal capogruppo (Ricci aveva fatto capire in una intervista a BitontoTV che il PD non avrebbe votato De Palma, ndr).

 

Cosa potrebbe accadere?

Se il PD votasse De Palma farebbe una scelta politica di alto rilievo, perchè significherebbe mettere da parte gli interessi per un progetto più ampio. In caso contrario potrebbe scivolare in una crisi profonda.