Relazione DIA: a Bitonto è lotta tra i clan locali

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca
06 febbraio 2016

Relazione DIA: a Bitonto è lotta tra i clan locali

La città è teatro della contesa tra Conte e Cassano. I gruppi baresi restano a guardare

Le mani sulla città. O forse no. L'ultimo rapporto semestrale della Direzione Investigativa Antimafia consegna un affresco per certi versi inedito della geografia criminale locale: la città è teatro di una faida che per la prima volta vede fuori dai giochi i clan baresi.

La relazione, presentata nei giorni scorsi, non si sofferma nel dettaglio sulla situazione locale, ma sancisce il calo di interesse della malavita barese per le vicende bitontine, alle quali assisterebbe sempre più da spettatrice (al momento) disinteressata. Vuoi i recenti colpi inferti al clan Strisciuglio, uniti alla fuga dei Parisi nel sud barese, Bitonto rimane un feudo conteso dal clan Cipriano (che, a detta del Ministero dell'Interno, conserverebbe comunque numerosi adepti a Bari) e il duo Conte-Cassano. Gli unici rapporti attestati sono quelli con il clan Zonno di Toritto e Grumo Appulo sull'asse della droga. Poca roba, considerato il raggio d'azione del cartello.

In quest'ottica, secondo gli investigatori, sarebbe da leggere l'arresto ad Aprile 2015 di Francesco Amendolara, pluripregiudicato affiliato al clan Cipriano, tra i presunti autori dell'omicidio di Manuele Giampalmo, ucciso a colpi di pistola nel centro storico la sera del 10 marzo 2012. Giampalmo, 31 anni, fu raggiunto da una raffica di colpi al torace, mentre un altro giovane che era con lui - Michele Vitariello, all'epoca dei fatti ventenne - rimase ferito ad un piede. I due sarebbero stati sodali del clan Conte, e lo scontro a fuoco costituirebbe un ulteriore capitolo della contesa ormai decennale delle piazze dello spaccio nel centro antico.

Tuttavia la relazione, che è relativa solo al primo semestre 2015, non fa menzione della faida tra il gruppo Conte e lo storico amico-rivale Giuseppe Cassano, esplosa in estate. In poco meno di quarantotto ore, tra il 18 e il 19 Agosto scorso, per le vie della città sono stati esplosi più di quindici colpi di arma da fuoco, indirizzati, secondo gli inquirenti, ai danni di Domenico Conte. Sparatorie proseguite nelle settimane successive, nonostante, a pochi giorni dagli agguati a Conte, la Polizia avesse fermato e arrestato Giuseppe Cassano, ritenuto la mente dietro gli agguati, mentre girava armato di Skorpion.

Dopo qualche settimana di calma, l'intifada criminale è tornata ad Ottobre, quando in via Pietro Nenni è stato ferito a colpi di arma da fuoco Giuseppe Antuofermo, altro fedelissimo di Conte. Episodio a cui, il giorno delle celebrazioni in onore dei Santi Medici, ha fatto seguito una violenta sparatoria nei pressi del Luna Park allestito in via Lazzati. Gli obiettivi sempre due uomini del presunto boss: Arcangelo Vitariello e Vitantonio Tarullo.