La storia raccontata attraverso le 'Tante facce della memoria'

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli
15 febbraio 2016

La storia raccontata attraverso le 'Tante facce della memoria'

Sabato in scena lo spettacolo di Mia Benedetta e Francesca Comencini

"Come marionette camminavano disperati. Chissà che cosa avrà provato mio padre, chissà come si sarà sentito, a che cosa avrà pensato quando ha visto la cava. Che vergogna per un uomo sentirsi una pecora davanti a un lupo". È la vetta di pathos raggiunta da Gabriella Polli, interpretata da una straordinaria Carlotta Natoli, nello spettacolo "Tante facce della memoria", andato in scena lo scorso sabato presso il Teatro Traetta.

La cava, il lupo, sono un rimando alle vicende storiche narrate: quelle dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, compiutosi il 24 marzo del 1944 dalle truppe tedesche ai danni di 335 civili e militari italiani in risposta al precedente attentato partigiano eseguito in Via Rasella, nel quale vennero uccisi 33 soldati tedeschi.

Questo massacro folle e silenzioso prende vita sul palcoscenico in uno spettacolo scritto da Mia Benedetta e Francesca Comencini, che ne ha curato anche la regia. A raccontare la storia sono sei donne: donne del popolo e partigiane, orfane e vedove.

Il testo teatrale è stato elaborato dai racconti orali raccolti da Alessandro Portelli, impegnato da anni a preservare la memoria storica. La scena è nuda, spoglia, dall'alto calano solo degli stracci, che son persone, evocano le vittime ammassate lì nelle fosse. Le sei protagoniste sono sempre sedute, l'una di fianco all'altra. Raccontano storie diverse, come diverse sono le sei sedie su cui si poggiano.

In sequenza perfetta si alternano, si intrecciano, si scavalcano le sei micro storie, ed ogni volta ricominciano lì dove si erano fermate. Questo flusso di coscienza scorre inesorabile, passa per le testimonianze di Marisa Musu, Carla Capponi, Gabriella Polli, Vera Simoni, Lucia Ottobrini e Ada Pignotti, interpretata da una disarmante Lunetta Savino.