Episodio 2.22: Andare, ho visto

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Seconda Stagione
18 febbraio 2016

Episodio 2.22: Andare, ho visto

Su festival, brutta politica, sogni infranti e il miracolo Coachellamare

Il Festival di Sanremo è ormai terminato da qualche giorno, e la mia salute fisica e mentale iniziano finalmente a giovarne dopo una settimana passata sul divano a commentare lo spettacolo consumatosi sul palco dell'Ariston di Sanremo.

La 66esima edizione del Festivàl della musica italiana è stata accompagnata sin dalla sua prima serata da un messaggio prima timido, poi sempre più netto e deciso, legato alla scelta della maggior parte degli artisti partecipanti di portare sul palco dei nastri arcobaleno per mostrare il loro appoggio al ddl Cirinnà, il decreto legge sulle unioni civili e sulla stepchild adoption che sta scaldando sempre più gli animi all'interno delle Camere, tra supercanguri, accordi saltati e promesse non mantenute.

L'appoggio mostrato dagli artisti dell'Ariston sembra quindi essersi perso nel nulla, impotente di fronte a manovre politiche poco chiare e tutt'altro che trasparenti, che a tratti ricordano il modus operandi di Frank Underwood in 'House of Cards'. E che ci ricordano in modo cinico e quasi violento che la democrazia funziona, ma fino a un certo punto. Che la manifestazione può essere sentita ed efficace, che può raggiungere una vastissima fetta di popolazione, ma che comunque dovrà fare i conti con la politica vera, quella che gioca con le modifiche degli emendamenti e con gli scambi di poltrone. La politica che può, in breve tempo, trasformare un sogno che sembrava quasi materiale in nient'altro che pura fantasia.

Eppure, non tutti i sogni sembrano destinati a morire. Basta spostarsi, seppur di poco, sulla nostra penisola. Partendo da Sanremo, teatro di un festival costosissimo ma con un appeal sempre più da balera romagnola, passando per la Roma della politica e della confusione politica, fino a giungere in uno dei più piccoli comuni della nostra ridente Puglia, a Cellamare.

Quello che infatti sembrava nient'altro che uno scherzo fino a qualche settimana fa, può trasformarsi finalmente in realtà. La burla del Coachellamare Music and Sound Festival, nata per scherzo da Antonio Conte e Tommi Bonvino (intervistato da BitontoTV qualche settimana fa), può finalmente diventare realtà.
Da soli due giorni è infatti partita una campagna di crowdfunding su Musicraiser, che permetterà agli organizzatori di recuperare i fondi necessari per la realizzazione di un festival tutto pugliese, uno scherzo che a piccoli passi si sta facendo strada verso la realtà.

Un festival che, se dovesse davvero vedere la luce, avrebbe del miracoloso.
Si tratterebbe, in un certo senso, di una vera, commovente rivincita della democrazia.
A dispetto delle poltrone di Roma.
A dispetto del televoto di Sanremo.

Un festival che nascerebbe dal basso, finanziato da chi vuole parteciparvi e da chi vuole semplicemente vedere la realizzazione di un progetto che fonderebbe la goliardia alla qualità. Una risposta tutta pugliese (seppur in proporzione) ai più grandi festival musicali europei, di cui l'Italia è praticamente orfana (eccezion fatta per il Club To Club di Torino e per festival di stampo blues e jazz).
E, anche se il miracolo non dovesse avverarsi, si tratterà comunque di una favola nata da menti giovani e piene di volontà di fare, di cambiare, di proporre un'esaltante novità al territorio. Una storia che, in un certo senso, potremo comunque raccontare in futuro.

Anche se, è chiaro, la speranza resta assolutamente sempre quella di vedere il progetto realizzarsi per davvero. Ritrovandosi con una birra in una mano e una focaccia nell'altra, sotto il sole d'agosto e circondati dalla musica, nel campo sportivo di Cellamare. Per poi finalmente tornare a casa dopo tre giorni di festival e poter esclamare soddisfatti:
"Andare, ho visto".