Episodio 2.21: Controfestival. Sanremo Special

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Seconda Stagione
04 febbraio 2016

Episodio 2.21: Controfestival. Sanremo Special

Perché Sanremo è Sanremo. Anche per BitontoTv

Succede ogni anno, sempre nella prima metà di febbraio. Il mondo si ferma, ma solo in Italia.

Ho iniziato ad avvertirlo probabilmente durante l'era Fazio, o forse sotto Bonolis, se non addirittura durante la magnifica gestione Morandi. Non ricordo precisamente. Sono passati anni ormai da quando quello che era un mio puro rifiuto radical-chic verso il Festival di Sanremo è sublimato in una nuova forma ancora indefinita di falso fanatismo con forti tinte da paraculo.

Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo è un evento irripetibile, nonostante resti quasi ogni anno uguale a se stesso. È la Notte degli Oscar della televisione italiana, a parte per il fatto che dura quasi una settimana e che gli ospiti non sono sempre così entusiasmanti. Per non parlare, poi, dei concorrenti.

Anzi, forse è bene parlarne. Dall'era dei talent show in poi, almeno il trenta percento dei concorrenti sanremesi è composto dai vincitori di X-Factor, Amici e surrogati vari. E col passare degli anni molti di questi artisti sono ricomparsi solo ed esclusivamente durante la manifestazione del teatro Ariston.

Altri ancora hanno trovato la loro gloria grazie al Festival, e sempre grazie al Festival sono poi scomparsi dalla circolazione. Basti pensare a Povia.

E si potrebbe andare avanti all'infinito, citando i concorrenti inossidabili, i concorrenti improbabili (il principe Emanuele Filiberto e Platinette, giusto per citarne alcuni), gli sconosciuti, le rare piacevoli sorprese e così via. Tuttavia, è importante sottolineare che il comun denominatore di ogni Sanremo dell'era moderna si può racchiudere in linea di massima in due semplici aggettivi: 'ridicolo' e 'brutto'. Ma nel senso migliore che si possa dedurre.

Il Festival, infatti, in un certo senso appassiona tutti, ma non più per la musica, né tanto meno per i cosiddetti 'super ospiti'. Appassiona perché è genuinamente trash, perché fa sorridere a causa di un atteggiamento sempre goffo. Piace, e può piacere, solo se non viene preso troppo sul serio.

E, in tutta onestà, almeno sotto quest'ottica, lo considero il miglior evento televisivo italiano dell'anno. Anche solo per osservare il faccione abbronzato di Carlo Conti (che in realtà è il figlio mulatto di Pippo Baudo) che in preda al panico sorride esclamando "È il bello della diretta!".

Per questa serie semiseria di motivi, è ormai da anni che mi diverto a commentare dal vivo (su Facebook) praticamente tutte le serate del Festival di Sanremo. E per gli stessi motivi, annuncio in pompa magna che la prossima settimana #LoSpoiler non ci sarà, ma sarà sostituito da commenti, riassunti e cose simili sul glorioso Festival della Canzone Italiana di Sanremo, dalla prima all'ultima serata.

In questo modo, cercheremo sia di alleviare le vostre sofferenze sia di percorrere insieme questo imperdibile evento della televisione italiana.

Il tutto come ho sempre fatto in passato.
Senza filtri. Senza Povia.

Perché Sanremo non è il Festival che ci meritiamo, ma è comunque ciò di cui abbiamo bisogno.

Perché Sanremo è Sanremo.