Bitonto in Movimento sul caso Cerin: 'Dov'era la politica?'

di La Redazione
Politica, Cronaca
26 febbraio 2016

Bitonto in Movimento sul caso Cerin: 'Dov'era la politica?'

L'associazione attacca l'Amministrazione sulla richiesta di accesso ai conti. Ma Palazzo Gentile aveva da tempo chiesto le carte

"Dov'era la politica sul caso Cerin?". È la domanda che si pone l'associazione Bitonto in Movimento, che, a diverse settimane dagli arresti di Mario e Giuseppe Colapinto nell'ambito dell'operazione Cornucopia, ha diffuso una nota stampa sulla vicenda che riguarda la società attiva nel settore della riscossione tributi.

"Il curriculum poco confortante della Cerin, era noto sin dal 2009, anno in cui si aggiudica il bando per la riscossione dei tributi del Comune di Bitonto - scrivono i simpatizzanti del Movimento Cinque Stelle - A suggello di questa tesi, vi erano le indagini in corso a Castel Volturno, dove la Procura accusava l'azienda bitontina, che curava per conto di quell'amministrazione la riscossione della Tia, di versare nelle casse comunali, solo il 7% dei tributi incassati. L'indagine si è chiusa in primo grado, con condanne penali e pecuniarie a carico dell'amministratore della società". "Già questo" sostengono da BIM "avrebbe dovuto essere sufficiente a indurre, maggioranza (Valla) e opposizione di quell'epoca, ad accendere i riflettori attraverso controlli serrati su questa azienda dalla gestione spensierata. Successivamente altre numerose indagini aperte a carico della Cerin, quali ingiunzioni di pagamento e pignoramenti ai danni dei contribuenti bitontini e della stessa amministrazione comunale, alla quale è stato chiesto il pagamento di oltre 5 milioni di euro a causa di una difformità di interpretazione degli articoli 3 e 9 del contratto di riscossione (quale rappresentante dell'amministrazione Valla, ha sottoscritto un contratto interpretabile?)". "Nonostante tutto - è l'osservazione dei grillini - la Cerin ha continuato l'allegra gestione di riscossione dei tributi del Comune di Bitonto senza alcun controllo".

Questo "né da parte della vecchia amministrazione Valla, nè della nuova amministrazione Abbaticchio (anche in questo caso, scena muta da parte delle opposizioni)". Il riferimento all'attuale Amministrazione è presto spiegato: "Non si capisce come mai si sia dovuto aspettare il luglio 2014, così come risulta dalla delibera della Giunta Comunale del 29 luglio, cioè dopo oltre due anni dall'insediamento della giunta Abbaticchio, per chiedere l'accesso ai conti correnti bancari e ai documenti riscossione". "Oggi, solo dopo l'intervento della Procura, si scopre un ammanco di oltre 3 milioni di euro ai danni delle casse comunali, avvenuto nel triennio 2012-2014 che equivale a circa il 40% del costo della raccolta rifiuti di un anno - continuano - Un'enormità! Rimane la speranza che le indagini ancora in corso non ci riservino altre sorprese".

Bitonto in Movimento, tuttavia, sbaglia sulla richiesta di accesso ai conti. Palazzo Gentile aveva già chiesto gli estratti alla Cerin a Novembre e Dicembre del 2013, quando il Comune studiava l'internalizzazione del settore tributi e si schierava contro i pignoramenti. Come ribadito dall'Amministrazione: "Ci fa piacere l'interesse che Bitonto in Movimento sta avendo per questa situazione visto che spezza un silenzio lungo tre anni e mezzo, perdurato mentre il Governo di Città è intervenuto pubblicamente contro i pignoramenti, ha internalizzato la gestione e la riscossione dei tributi ed è arrivato a procedimento giudiziario, dopo che dalla Cerin hanno negato l'accesso ai database per un anno".

I grillini comunque continuano a chiedersi dove fosse la politica "della vecchia e della nuova amministrazione che aveva il dovere di vigilare e controllare, a tutela degli interessi del popolo bitontino, mentre la Cerin gestiva a suo piacimento i soldi dei contribuenti bitontini?".