L’educazione dei figli? L’insegnamento arriva dalla terra

Carmela Loragno
di Carmela Loragno
Lo sapevate che
20 gennaio 2016

L’educazione dei figli? L’insegnamento arriva dalla terra

L'ultimo appuntamento con 'Lo sapevate che' di Carmela Loragno

U megnàaune s'addrìzze quann'è ggiòvaene. Quante volte avremo ascoltato pronunciare questo detto dai nostri nonni...

Il riferimento era all'educazione dei figli, un monito ad eliminare le cattive abitudini sin da subito, a non viziare i più piccoli e ad impartire loro insegnamenti rigorosi e valori importantissimi, quali il rispetto per i genitori e gli anziani e il diventare persone oneste e laboriose. Il termine megnàune ha in sé il richiamo fonetico alla parola francese mignon (piccolo) o mignonnet (piccoletto, grazioso). La corretta educazione dei più piccoli, quindi, doveva avvenire sin dalla tenera età e ogni comportamento poco perbene doveva essere eliminato subito.

I "megnònere" letteralmente erano i giovani virgulti e servivano ai contadini per i lavori agricoli. Derivanti dalle ceppaie dei vecchi ulivi, questi tralci sottili e flessibili venivano tagliati, per evitare che, moltiplicandosi, avrebbero avvolto la pianta costringendola ed impedendone la normale crescita.

Oggi questi "scarti" degli alberi vengono generalmente bruciati dai contadini che li utilizzano in inverno, durante la raccolta delle olive, per fare piccoli falò in campagna, attorno a cui riscaldarsi nelle pause dal lavoro.
Un tempo, invece, erano utilizzati dagli artigiani per costruire oggetti di ogni tipo, come "u sckìffe", un grosso cesto fatto di virgulti intrecciati, dove si riponeva l'uva durante la vendemmia o la frutta raccolta dalla campagna o ancora veniva utilizzata per riporre la ghiaia per i lavori stradali.

Tra gli altri oggetti, anche le "spretèdde", cestini muniti di manico che servivano per raccogliere le mandorle o le olive. E infine "re còffe" e "re squànne". I primi erano canestri piatti utilizzati anche come bilance, oltre che come superfici su cui far essiccare i fichi, così come "re spasaròule" di dimensioni più grandi; i secondi erano forme rudimentali di girello, in cui le famiglie meno abbienti solevano mettere i piccoli perché imparassero a camminare.

Proverbio: "U megnàaune s'addrìzze quànn'è ggiòvene" ovvero "i ragazzi si educano quando sono piccoli"
Parola del giorno: U sckefèure ovvero l'artigiano che costruiva i cesti con i virgulti