Fiaccolata dei popoli: Bitonto in marcia per i migranti

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cronaca
19 gennaio 2016
Photo Credits: Davide Saponieri

Fiaccolata dei popoli: Bitonto in marcia per i migranti

L'evento è stato organizzato da Auxilium, Fondazione Santi Mediici, Mondodomani, Progetto Continenti e Università dell'Anziano

Un grande segno di accoglienza e di umanità quello di ieri sera, 18 gennaio, durante la "Fiaccolata dei popoli", una marcia per le vie del centro a favore e a sostegno dei migranti, che oggi più che mai vivono una grave condizione di disagio e rifiuto, da parte di una società che spesso li sfrutta o li allontana.

Il forte messaggio che ieri le associazioni e cooperative sociali organizzatrici hanno voluto lanciare è che Bitonto, soprattutto verso chi è costretto a lasciare tutto alla ricerca di una casa migliore, vuole essere un centro fruttuoso di ospitalità, dove, come don Ciccio Acquafredda ha ricordato, "la vera fraternità, fatta di condivisione di percorsi di vita e di problemi, fatta di dialogo e apertura, non sia frenata dal freddo dell'indifferenza e della sopportazione".

 

 

La fiaccolata, frutto del coordinamento della cooperativa Auxilium, la Fondazione Santi Medici, delle associazioni Mondo domani, Progetto Continenti e l'Università dell'anziano, con il patrocinio del comune, ha visto, a causa del mal tempo, una partecipazione intima ma davvero calorosa, dove tutti hanno voluto con la propria presenza offrire solidarietà e ascolto. All'evento hanno preso parte anche la vicesindaco Rosa Calò, il consigliere comunale Filippo D'Acciò, l'assessore Giuseppe Fioriello e una delegazione dei Corpi Sanitari Internazionali. "Dopo la Marcia dei Piedi scalzi dello scorso 11 settembre", ha commentato la vicesindaco, "stasera è il freddo il nuovo segno che ci invita ad entrare sempre di più nel vissuto di chi cerca la propria terra promessa. Il freddo di chi non ha la comodità del viaggio, di chi fugge da guerra e disperazione. Abbiamo paura di chi viene ad occupare le nostre città, ma la storia da sempre è stata fatta di migrazione e rimescolamenti. Non dobbiamo temere le nuove integrazioni, che si possono comprendere conoscendo, imparando e camminando insieme".

Dopo la lettura di una poesia del poeta persiano Sohrab Sepehri, "Costruirò una barca", da parte di Ashim, un giovane proveniente dall'Afganistan e che oggi è in Italia grazie al diritto d'asilo, la serata si è conclusa con un commento di mons. D'Urso, vicario episcopale di Bitonto - Palo, su come "anche se siamo in pochi, contando le azioni e i progetti di chi, come noi, nelle parrocchie e non solo si impegna per i migranti, diventiamo davvero tantissimi. Se continuiamo a camminare in questa direzione, riusciremo a rendere la speranza di una vita migliore una grande realtà. Solo così saremo davvero, come la Chiesa insegna, fratelli di un unico Padre".