Episodio 2.17: Cado dalle nu...vole

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Seconda Stagione
07 gennaio 2016

Episodio 2.17: Cado dalle nu...vole

Sulle epifanie al termine delle vacanze di Natale, James Joyce e Checco Zalone

Il termine delle vacanze di Natale è sempre qualcosa di traumatico. È il peggior lunedì dell'anno. E quasi sempre non capita nemmeno di lunedì. E sempre in modo un po' infame, quell'ultimo giorno di vacanze è il 6 gennaio. La Befana per i meno ortodossi, l'Epifania per i più credenti.

Anche se, a pensarci bene, è un'epifania un po' per tutti. In pieno stile James Joyce, per intenderci. Quello stream of consciousness che parte dal minimo dettaglio della tua vita per asserragliarsi nei meandri più oscuri dell'inconscio e della psiche, fino a raggiungere lidi lontani della propria essenza.

Classico esempio di epifania il giorno dell'Epifania è il ritorno alla vita reale, dovuto alla fine delle vacanze natalizie. Osservi intensamente la sveglia, il letto, l'orologio, e ripensi al fatto che la vigilia di Natale sembra essere passata da poco meno di due ore, che hai ancora strascichi del Capodanno, che a tratti nemmeno ti ricordi del Capodanno. Poi magari riesci a ricordarti qualcosa del Capodanno appena passato e riesci a ricordarti il vero motivo per il quale l'avevi voluto dimenticare.

O l'influenza. L'aerosol. Tutte le strenne ricevute per Natale spese in farmacia. Nelle calze pacchi di Tachipirina e bottiglie di sciroppo per la tosse.

Le partenze. I trenini di Capodanno non erano altro che una metafora del viaggio, della gioia del convivio, sempre più passeggero e volatile. Molti dei partecipanti a quei trenini sono anch'essi passeggeri, adesso. Passeggeri in un treno, in un aereo, in un autobus, di ritorno alla loro quotidianità.

E così si potrebbe continuare all'infinito, scimmiottando in qualche modo le epifanie di Joyce. Ma bene o male, la malinconia prende un po' tutti quando arriva il 6 gennaio.

Si cerca, allora, un ultimo modo per evadere. Si cerca un modo per fermare il flusso di coscienza in modo coatto, qualcosa che prenda la malinconia per mano e la porti in un posto felice. In caso contrario, le epifanie di fine vacanze portano quasi certamente ad un brusco risveglio da un sogno felice, a scoprire quasi con incredulità qualcosa di scontato e chiaro a tutti. Le epifanie portano a cadere dalle nubi... pardon, dalle nuvole.

 

Il senso delle vacanze natalizie

 

E a proposito di "Cado dalle nubi" ed epifanie, gli ultimi giorni di queste vacanze natalizie sono state scosse dal successo commerciale del nuovo film di Checco Zalone. Il fatto in sé ha suscitato polemiche, rivelando il peggior lato dell'internauta italiano moderno: l'intellettualoide radical chic da tastiera. Quello convinto che un tale successo per un film di Checco Zalone non sia plausibile, e che sia addirittura specchio di una società italiana malsana. Quello che vede solo film di Ejzenstejn, Bergman, Fellini e Rossellini, ma solo sulla carta.

Quello che sostanzialmente non riesce ad accettare qualcosa di chiaro. Quello che non riesce a vedere, in un certo senso, l'epifania. Che non è detto che un film debba essere stilisticamente perfetto per piacere al pubblico. Che magari è lo stesso pubblico ad attendere con ansia un film del genere, che a parte qualche battuta scontata e volgare, fa ridere in modo molto più intelligente del cinema comico italiano a cui siamo stati abituati dagli anni '80 in poi, dalla 'libidine' di Jerry Calà alle gag telefonate da cinepattone. Che riesce a fare satira in modo spesso leggero e sottile, preferendola alla risata vuota e fine a se stessa.

Che non riesce ad accettare che il pubblico non è sempre alla ricerca del bello artistico o del cinema d'autore, ma che spesso anzi ricerca leggerezza, non intesa però nel senso di superficialità. E che non è nemmeno detto che questa esigenza sia legata ad un quoziente intellettivo inferiore dello spettatore. Anzi, potrebbe rivelarsi pura e semplice ricerca di evasione.

E, a dirla tutta, non si dovrebbe nemmeno poi giustificare più di tanto il gusto, specie se legato ad una sana e pura risata.

Il successo di Zalone rientra un po' per tutti questi motivi tra le epifanie di fine vacanze. Bisogna prenderne atto, nonostante fosse già abbastanza chiaro e non poi così inaspettato. E rientra, nel modo migliore possibile, tra quei modi un po' 'coatti' (in tutti i sensi) per fermare, o almeno rallentare, le epifanie malinconiche che accompagnano la fine di queste vacanze di Natale.

In caso contrario, il termine delle festività natalizie potrebbe somigliare quasi perfettamente alla definizione data dal ragionier Ugo Fantozzi a "La corazzata Kotiomkin".