Cosa è stato Capodanze?

di La Redazione
Cultura e Spettacoli
04 gennaio 2016

Piccole riflessioni a margine delle manifestazioni degli ultimi giorni

Tornare indietro per inaugurare il nuovo anno con la musica e le danze della tradizione. La scelta operata da Bitonto sulle manifestazioni dedicate al Capodanno ha avuto nel distacco e nel decentramento il proprio punto di forza.

Puntare su Capodanze, la rassegna balfolk organizzata ogni anno dall'associazione culturale dauna "Folkarte", con il patrocinio della Regione Puglia, è significato innanzitutto rompere con una tradizione (auto?)-consolidata del festone nazional popolare a cui la realtà italiana - e per alcuni anni (quelli della sperimentazione, ndr) anche il Comune di Bitonto - ci ha abituato.

Se a Bari e Matera hanno aspettato il 2016 con il "meglio" del panorama artistico e musicale dello stivale, a Corato si è cantato - malore di Currieri permettendo - con quei "grandi figli di puttana" degli Stadio, Bitonto si è fermata. Ha rinunciato ai clamori di una vetrina "sicura" e ha coraggiosamente scomesso sulla tradizione. Nel senso più puro: Capodanze ha dato voce ad un territorio, con tutte le pulsioni più ancestrali concentrate in canti e balli dei nostri avi.

Niente hit, appunto, ma semplicemente quello che siamo. Un popolo radicato nelle proprie origini, il cui senso della comunità si esprime appieno nello stare assieme in piazza, nei vicoli, davanti ad un "focolare". È orgoglio, se vogliamo, ma anche senso di riscatto di una cittadina che deve guardare al nuovo anno consapevole delle radici.

Si dirà: in piazza Cattedrale non c'era il pienone. Certo, i numeri della notte del 31 Dicembre sembrano aver riportato la città indietro di due edizioni. Non si guarda però al complesso. Capodanze ha interessato più luoghi e più giorni in un frenetico susseguirsi di piccoli concertini e sessioni di stage gratuiti. Le frazioni, il Maria Cristina, Piazza Caduti. Il festival ha toccato quelli che erano diventati i non-luoghi della città, ma che ancora oggi rimangono i più antichi depositari della Storia di un popolo semplice, ospitale e mai avido.

Ospitare quasi 250 operatori, tra artisti, stagisti e tecnici, non può essere promozione migliore di questo territorio. Lasciando stare i numeri - che comunque testimoniano un grande afflusso (le strutture ricettive hanno fatto registrare il tutto esaurito, ndr) - una manifestazione di questo tipo rappresenta un modello virtuoso di marketing. È questo l'esempio che Bitonto deve seguire. Tradizione e cultura, quella popolare, del demos nel senso più nobile. Lasciando le ambizioni esterofile del Salento & affini. Perchè noi siamo questo. E sul "questo" dobbiamo fondare le nostre prospettive per una crescita duratura e solida.

 

Il video di Capodanze è stato curato da Mimmo Latilla