Asv e partecipate. Il Consiglio rinvia la discussione

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
16 gennaio 2016

Asv e partecipate. Il Consiglio rinvia la discussione

Intanto scoppiano i casi commissioni e Sangirardi

Sarà il prossimo Consiglio a discutere di ASV e società partecipate in rapporto alle nuove indicazioni della Legge di Stabilità. L'assise, aggiornatasi ieri dopo la sospensione dell'ultima seduta, datata 30 Dicembre, ha deciso di rinviare la discussione sulla partecipazione del Comune di Bitonto nella storica azienda che si occupa di nettezza urbana.

Come spiegato ieri da BitontoTV, la Legge 190/2014 obbliga gli enti locali a rivedere i rapporti con le società partecipate, in particolare con quelle a componente mista, come l'ASV, in parte privata. La situazione dell'Azienda Servizi Vari, per di più, è molto particolare in virtù della recente costituzione della Sanb, la società per azioni a capitale interamente pubblico che prenderà il posto delle vecchie municipalizzate nei Comuni interessati dall'Aro Bari 1, e dello stravolgimento dei vertici dell'azienda, adesso non più retta da un Cda ma da un amministratore unico.

Il Consiglio, dunque, ha deciso di aspettare ulteriori chiarimenti - il piddino Ricci ha spiegato di aver chiesto all'onorevole Ginefra di fare luce sul caso (nei giorni scorsi il parlamentare ha interrogato il ministro Madia, ndr). Una soluzione all'impasse potrebbe essere la vendita delle azioni pubbliche, come suggerito dal segretario generale Salvatore Bonasia. Si tratta però di una operazione molto delicata, in piena rottura con le linee di indirizzo politiche del passato. Ecco perchè da Palazzo Gentile hanno preferito prender tempo.

Intanto, a margine della discussione, poi rinviata, su una variante urbanistica per consentire all'ASI di eseguire dei lavori per mitigare il rischio idraulico di una zona in territorio di Bitonto, scoppia nuovamente il caso commissioni. A sollevarlo è il socialista Franco Mundo che spiega come le commissioni siano letteralmente "paralizzate": "Oggi, a quasi un anno dalla fine della consiliatura, non sappiamo ancora quale è la maggioranza tale da poter considerare valide le sessioni. Che ci riuniamo a fare allora? Per cosa abbiamo fatto questi approfondimenti?". Il riferimento è agli uffici che hanno invalidato molte sedute delle commissioni. Il motivo sarebbe da ricercare nel fatto che la minoranza ha scelto di non nominare il terzo componente in tutti gli organi, anche se secondo Salvatore Bonasia "nonostante non ci sia il terzo membro della minoranza, le commissioni sono da considerare composte da sette consiglieri, per cui la maggioranza per dichiararle valide resta ferma a quattro".

La questione sarebbe "di vitale importanza per la democrazia del paese". Di qui l'appello affinché il Consiglio risolva la vicenda, sostenuto da Maiorano e Damascelli, che ha parlato di "caos in maggioranza". Secondo il forzista le dimissioni di Vito Palmieri sarebbero la prova della difficoltà in cui vive la coalizione di governo, che non ha ancora eletto un Presidente del Consiglio.

Nelle discussione spazio anche al dirigente Giuseppe Sangirardi, ormai assente dalle sedute di Consiglio. "La sua competenza farebbe bene ai lavori" ha spiegato Mundo, ricordando gli attacchi che il funzionario ha subito durante una seduta d'assise, ma anche l'atto intimidatorio subito a Novembre. "È difficile trovare serenità quando si è vittima di un episodio simili, tra l'altro non primo nel suo genere" ha aggiunto Bonasia. In apertura dei lavori, invece, la commemorazione di Umberto Kühtz - "un cittadino militante" ha ricordato il capogruppo socialista - e delle vittime di Istanbul e Giacarta.