Umberto Kühtz: il sindaco poeta

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
30 dicembre 2015

BitontoTV ha incontrato l'architetto dopo la pubblicazione della sua prima raccolta di versi

Ma ora un'allodola
canta
che domani,
il sole,
con la sua luce
e il suo calore,
ritornerà
a splendere
per noi
e per il mondo.
UK

 

Nato a Padova, di origini tedesche, pugliese per adozione e destino, Umberto Kühtz è crocevia culturale. Architetto, pittore e poeta, cresciuto a Bitonto e di questa Sindaco dal 1994 e al 1998, è ricordato ancora oggi per essere stato distante dai giochi stantii della politica.

Adesso ha 86 anni e le rughe gli donano un aspetto nobile e buono, scrive poesie e dipinge perché desidera raccontare. Quest'anno è stata pubblicata la sua prima raccolta "Ci bastava la carezza" della collana Poesia in Azione edita dalla SECOP edizioni. Nella sua poetica "il verso non è mai sprecato per piangere su sogni infranti e delusioni subite ma utilizzato per sapere accogliere ogni nuova aurora a braccia aperte e con tutto il cuore" scrive l'attivista culturale Marianna Borriello.

Il libro non va solo letto, ma guardato e contemplato: i versi sono disposti in maniera insolita, obliqua, triangolare, a spirale e si ha la sensazione di leggere un calligramma di apollinaria memoria. Ad arricchire l'opera si aggiungono pensieri e disegni dello stesso Kühtz. "Ut pictura poëtis" come afferma Orazio, suggerendo il legame indissolubile tra poesia e pittura, tra versi e immagini. Così i versi prendono vita e i volti ritratti sembrano sorridere e riflettere. Uno sguardo attento è rivolto costantemente al paesaggio, brulicante di ricordi ora gioiosi – come quelli risvegliati dai passeri rifugiati in viale Orazio Flacco – ora mesti che si materializzano in una discarica "quando penso al passato, voglio da ora, immaginarlo né più né meno che identico alla discarica che ho visto".

Quella dell'autore è una poesia semplice ma profonda che dalla natura trae ispirazione "vuol dire che tutto il tronco/oltre la chioma/ è impregnato di vita/ e di gioia" e cavalca la quotidianità dei sentimenti e delle emozioni. La sua esperienza da Sindaco viene ricordata nella partecipazione alla processione del venerdì Santo e immediatamente si ha il passaggio dal particolare all'universale come nel componimento "Al popolo di formiche", il popolo di braccianti instancabili che da uomo e da primo cittadino Kühtz non ha mai dimenticato.

Metafore e antinomie rendono la poesia duttile e musicalmente evocativa. L'umanità del poeta traspare dall'intera opera, con la sua sensibilità privilegiata mette il lettore in comunicazione con ciò che sta aldilà delle apparenze. Nonostante le intemperie del tempo, lo spettro della malattia, "la vita trionfa in tutte le situazioni, anche le più difficili". "Ci bastava la carezza" è la raccolta della vita autentica ed è portavoce di speranza.