Come vive Bitonto un derby di pallavolo?

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Sport
09 dicembre 2015

Come vive Bitonto un derby di pallavolo?

La scorsa domenica si è tenuto il match tra Volley e Robur. BitontoTV ha incontrato tifosi e giocatori per capire le emozioni di una stracittadina

La scorsa domenica si è svolto, presso la palestra della scuola media Rutigliano, il derby tra la Just British Volley Bitonto e la ASD Robur Bitonto valido per la sesta giornata del campionato di Serie D femminile girone A. Un match emozionante e combattuto sia in campo sia sugli spalti – gremiti, per l'occasione, dai tifosi di entrambe le società sportive e da appassionati del volley nostrano.

La stracittadina è stata combattuta fin dall'inizio: infatti, la Just British dopo aver trionfato 25-20 nel primo set, si è dovuta arrendere alla Robur nel secondo per 25-27. L'entusiasmo riacceso dal team di mister Marzocca si è repentinamente spento dopo la sconfitta per 25-19 nel terzo e quarto set. Quindi, in totale, il match si è concluso 3-1 a favore delle leonesse neroverdi della Just British Volley Bitonto.

Ciò nonostante, il derby è sempre stato un incontro diverso da quelli che si svolgono normalmente durante un campionato. Le emozioni provate dai giocatori, dagli allenatori e dai tifosi durante la gara sono fortissime e tutti vorrebbero trionfare per ribadire la propria supremazia nel territorio locale. Ma, allo stesso modo, a nessuno piace uscire piegati in una partita del genere dove, spesso, si è reduci di un'assidua preparazione.

A spiegarci come si vive un derby di volley a Bitonto ci sono: Michele Caldarola, allenatore della Just British Volley Bitonto; Alessia Paparella, giovane giocatrice della Robur Bitonto; Francesco Bulzis, supporter della Just British Bitonto e Vito Carnicelli, tifoso della Robur Bitonto.

 

Come vi relazionate ad un derby?

MICHELE: "E'stata una settimana molto tranquilla. L'abbiamo affrontata con maturità e senza isterismi o pressioni inutili. Abbiamo preparato la partita come facciamo con tutte le altre lavorando sui nostri punti di forza e cercando di sfruttare i punti deboli degli avversari".

FRANCESCO: "La preparazione di un derby è un po' più lunga rispetto all'organizzazione di una partita normale di campionato. Un paio di settimane prima della partita buttiamo giù un po' di idee su cosa fare e cosa utilizzare (coreografie, cori e materiale da utilizzare). Ovviamente, pubblicizziamo la partita un po' in tutta Bitonto così da poter riempire la palestra della scuola media Rutigliano (ieri anche l'occhio ha avuto la sua parte con il tutto esaurito). Dopo aver deciso cosa fare e cosa utilizzare, compriamo il materiale necessario e stampiamo la coreografia (per il derby di ieri lo striscione recitava: Saw l'enigmista - che il gioco abbia inizio -). Successivamente, negli ultimi giorni, curiamo gli ultimi dettagli. Se c'è la passione per una squadra si riesce in qualsiasi cosa".

ALESSIA: "Sicuramente l'approccio al derby è molto diverso rispetto alle altre gare di campionato. C'è più carica emotiva e più tensione per l'intera settimana, ma, una volta in campo, personalmente prevale la felicità ed il privilegio di giocare certe partite, quindi l'ansia passa un po' in secondo piano. Il derby è il derby e l'emozioni che ti regala il derby bitontino difficilmente le ritrovo in altri paesi. La preparazione e l'organizzazione è curata nel dettaglio con il nostro mister Franco Marzocca, ma non è differente dalle altre partite perché ad ognuna di esse diamo la stessa importanza come giusto che sia. Di sicuro, il derby ti da quella carica in più ma il lavoro da fare è principalmente un lavoro emotivo: infatti, è necessario essere brave a calibrare la grinta, evitare l'errore, estraniarsi dal contorno e pensare esclusivamente al gioco in campo. Nel derby l'obiettivo, - inutile essere ipocriti - è vincere ma in entrambi i casi, sia vittoria sia sconfitta, è fondamentale disputare una buona prestazione. Si può perdere, ma bisogna uscire dal campo sempre a testa alta e soddisfatti. Le occasioni per rifarsi sono molteplici, vedi per esempio il derby di ritorno in casa!

VITO: "Per assistere in modo attivo ad un derby è necessaria una carica non indifferente. Non posso nascondere la palese minoranza, in termini numerici, di tifosi della Robur, ma nonostante tutto, con volontà e divertimento, ci siamo organizzati con cori e motti rigorosamente pensati e studiati, allegri e rispettosi per far sentire la nostra presenza alle atlete. Ovviamente, come ogni coro che si rispetti, non potevano mancare gli strumenti : tamburi, tamburelli e maracas reperiti di qua e di là per allietare il tutto e per dare una carica maggiore alle nostre voci".

 

Considerate il derby una partita normale o c'è qualcosa di diverso?

MICHELE: "Un derby non è mai una partita "normale" è: LA PARTITA. Un derby significa sempre dichiarare, in campo ed a livello sportivo, la " superiorità cittadina". E' probabilmente la partita più sentita grazie alle emozioni che si amplificano".

FRANCESCO: "Il derby non è mai una partita normale, ma è sempre più sentita delle altre. Magari, sulla carta una squadra è più forte dell'altra ma nel derby si sa che tutte le statistiche si annullano e ciò che conta è il cuore e la testa. Ed è proprio ciò che usiamo anche noi ultras fuori dal campo, oltre alla voce persa nuovamente grazie a questo derby. Infatti, vorrei ringraziare i vari tabaccai di Bitonto per la fornitura domenicale di caramelle per la gola".

ALESSIA: "Il derby non è una gara come le altre, è qualcosa di diverso che va al di la di una semplice partita. Non conta molto il divario tecnico e la posizione in classifica in quella partita; ma bensì conta il cuore, la grinta e la voglia che si ha di vincere. Il derby è la prima partita che si guarda appena esce il calendario ed è l'unica partita che ti carica di ansia e adrenalina dalla settimana prima della gara. Di sicuro, la ciliegina sulla torta sono i tifosi e, senza loro, è un derby a metà. A livello di spettacolo il tifoso è parte integrante ed entrambe le tifoserie, seppur in modalità diverse, danno il proprio contributo e supporto alla squadra".

VITO: "Il derby è una partita speciale, ma parlo da convinto tifoso sportivo. La vincitrice sarà una sola squadra che si aggiudica il titolo di campione a livello cittadino. È una soddisfazione non indifferente che va bramata con sacrificio e dedizione".

 

Che emozioni scaturiscono dopo la vittoria in un derby?

MICHELE: "Di certo, emozioni diverse. Con una cornice di pubblico superlativa, coreografie e tensione superiore alle altre gare. Tutte le partite sono importanti, ma il derby lo è un po' di più. Quattro sesti della nostra squadra che è partita titolare proviene dal vivaio. È importante per loro dimostrare sempre di essere "superiori" alle avversarie della stessa città. Un derby è un derby. E' difficile spiegare le emozioni perché sono uniche. Devo complimentarmi con la squadra. Una prestazione di maturità e forza di gruppo, dove ogni singola atleta ha dato il massimo per portare a casa il risultato. Per ora, primeggiamo ancora noi con la speranza che il futuro sia ancora neroverde!".

FRANCESCO: "Ovviamente le emozioni per la vittoria di un derby non si possono descrivere. Soprattutto se la squadra che segui per te è un'altra famiglia. Usciamo insieme la sera, seguiamo gli allenamenti e ridiamo e scherziamo sempre. Ecco perché vincere un derby con la tua famiglia porta grandissime emozioni che, come ogni volta che si vince, culminano con una pizza e una birra in compagnia. Speriamo che la storia si ripeta sia al ritorno sia nei prossimi anni, perché si sa che la Bitonto pallavolistica è neroverde e gli altri colori non ci piacciono. Ed aggiungerei anche quello che abbiamo cantato domenica scorsa: "Shalalalalalala ooo u vtond".

ALESSIA: "Certamente quando disputi una bella partita ma esci dal campo a mani vuote, l'amarezza è l'emozione che prevale. Ma bisogna guardare sempre oltre e pensare alla prossima gara perché ogni partita è un nuovo punto di partenza. Il derby è importante, vero, ma è anche vero che in palio ci sono sempre tre punti come tutte le altre partite, quindi bisogna cercare di dare comunque la sua giusta importanza. Ci sarà il ritorno ed abbiamo tutte le carte in regola per rifarci. Nel derby la squadra ha mostrato un atteggiamento diverso soprattutto sul piano mentale un segnale importante a cui occorre dare continuità nei prossimi incontri. Vorrei sottolineare che la nostra squadra, la Robur Bitonto, è una squadra totalmente nuova, con giocatrici giovanissime (molte disputano per la prima volta un campionato di serie) e molte di noi sono ritornate a giocare dopo un lungo periodo di stop. Tutti punti a favore per far meglio, oltre alla più che presente componente essenziale: c'è una vera squadra dentro e fuori dal campo!".

VITO: "Vincere un derby significa tanto sia per la squadra sia per il tifo che ha dedicato del tempo e impegno per dare carica ai debuttanti. La vincitrice, con umiltà, deve gioire di questo risultato, e continuare ad allenarsi per mantenere sempre vivi lo spirito e la grinta e il gioco di squadra. La squadra che riceve la sconfitta deve lavorare sui punti deboli, non arrendersi, non rompere l'equilibrio e l'amicizia tra le atlete. Sono diversi i fattori che possono influenzare la vittoria o la sconfitta e le capacità in campo non sono l'unico parametro. Quindi, gambe in spalla e non perdete mai la voglia di raggiungere la vetta della classifica. Noi siamo con voi! E permettetemelo: forza Robur!".

 

In copertina foto di repertorio