Christmas Special

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Seconda Stagione
24 dicembre 2015

Christmas Special

Anche Bitonto ha la sua letterina per Babbo Natale

Siamo ormai arrivati alla Vigilia di Natale. Strade piene e in festa, luci intermittenti, mercatini, musica e regali. Eppure, ogni anno, il materialismo sembra regnare sempre sovrano, portando il lato commerciale della festa su un piano quasi più elevato rispetto a quella che è la vera atmosfera natalizia, che nel senso più stretto del termine poco si discosta dal senso originario, cristiano, della festa.

E io lo so, e bene o male un po' tutti lo sappiamo, che non si vive di sola Speranza. O, senza scomodare un puro concetto, non si vive di sole speranze.

Sarebbe comunque sempre preferibile non scoraggiare, anzi converrebbe sempre stimolare chi ci è intorno, dato che non è assolutamente da considerare irrilevante un problema generazionale sempre più dilagante che accomuna soprattutto i giovani del nostro tempo, legati ad un passato di poco conto e in continua costruzione continuamente contrapposto ad un futuro messo sempre in discussione, ora dai potenti di turno, ora dagli inossidabili intellettuali da bar.

È forse per questo motivo che le generazioni future e attuali hanno bisogno di speranze, così come tutti i bambini hanno bisogno di credere in Babbo Natale. Anche le false speranze andrebbero bene, senza tuttavia accomunarle a promesse strettamente legate ad un voto o alla pura simpatia.

Per ottenere un futuro migliore è necessario costruire una nuova speranza, il più grande motore del genere umano, e bisognerebbe continuamente alimentarla, mai scoraggiarla. Per cui, sarebbe bene ripartire dalla base, dalle fondamenta più pure delle speranze di un bambino, ancora mentalmente illibato da tutto ciò che è marcio e socialmente debilitante.

Per tutti questi motivi, forse, dovremmo tutti tornare a confidare in Babbo Natale.

Anche Bitonto e i bitontini dovrebbero. Specialmente i più disfattisti. E la classica letterina di Bitonto a Babbo Natale potrebbe assumere connotazioni, in un certo senso, più mature.

 

"Caro Babbo Natale,

è vero, quest'anno sono stata un po' cattiva, ma non è proprio tutta colpa mia, ma di chi mi abita. Perciò non mandarmi troppo carbone, per favore.

Quest'anno ti chiedo che chi mi abita possa portare i propri bambini al luna park senza aver timore di essere sparato. E che chi passeggia in centro possa stare tranquillo, senza ritrovarsi di fronte qualche personaggio con addosso un AK-47.

Per questo Natale, caro Babbo, ti chiedo un Presidente del Consiglio Comunale. So che forse è chiedere troppo mettere d'accordo tutte quelle teste, ma mi piacerebbe moltissimo.

E per finire, caro Babbo Natale, mi piacerebbe che le polemiche si trasformassero in proposte di miglioramento, e che si apprezzi ciò che c'è di buono. E che la movida non venga considerata come la fonte di ogni problema. Spero in una presa di coscienza dei cittadini. Magari, se puoi, portamene un po' anche tu.

Grazie.

P.s. Le rotatorie sono bruttine, vedi se riesci a farci qualcosa tu."