Urbanistica. Ecco l'Urban Center di Bitonto

di La Redazione
Politica
10 novembre 2015

Urbanistica. Ecco l'Urban Center di Bitonto

L'obiettivo è aumentare la partecipazione in vista della redazione del PUG. Ricci: 'Non diventi strumento di campagna elettorale'

Un hub per coinvolgere la società civile sullo sviluppo urbanistico. La marcia verso la creazione del primo PUG della città di Bitonto procede e da ieri si è arricchita di un ulteriore step, l'Urban Center.

Il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità, dopo l'atto di indirizzo sul Piano licenziato a Settembre scorso, il regolamento di attuazione del primo UC cittadino. Ma cosa è un Urban Center? Nato nei paesi anglofoni (il primo è stato costituito negli Stati Uniti già a metà dell'Ottocento, ndr), indica una struttura la cui missione principale è il coinvolgimento critico delle comunità civiche nelle politiche di trasformazione della città e del territorio.

Lo si capisce bene leggendo il regolamento: "Lo Urban Center di Bitonto nasce con il fondamentale obiettivo di supportare il processo partecipativo e di comunicazione pubblica durante il percorso di formazione del nuovo Piano Urbanistico Generale". In sostanza lo UCB costituirà l'arena di dibattito per amministratori, professionisti, operatori economici, forze sociali, comitati di cittadini e singoli soggetti "che intendono contribuire attivamente a delineare il futuro della città", come definito dal Research Lab On Urban Center.

Nonostante alla fine il provvedimento sia passato con i voti favorevoli di tutta l'assise, non sono mancate osservazioni critiche dai banchi di minoranza e maggioranza. Da quest'ultima - per bocca di Ciccarone -, infatti, è arrivata la richiesta di maggior partecipazione. Il Consiglio, però, potrà partecipare attivamente sia ai lavori del Comitato Tecnico Scientifico (in cui saranno presenti i componenti della commissione competente, affiancando i membri della giunta, ndr) sia a quelli dell'Assemblea, aperta ai capigruppo e a tutti i cittadini. "Attenzione, perché non dobbiamo correre il rischio che ci sia troppa partecipazione" ha precisato l'ex presidente Vito Palmieri.

E proprio sui pericoli di uno strumento partecipato ha incentrato il proprio intervento il capogruppo PD Francesco Ricci: "Di incontri di questo tipo con le associazioni di architetti, ingegneri, le realtà attive nel volontariato ce ne sono stati in passato...erano una sorta di percorsi obbligati, ma l'esito concreto quale è stato? Quali proposte sono state accolte?". L'obiettivo principale per il dem, comunque, rimane "evitare lo sviluppo a macchia di leopardo", ma il consigliere non ha mancato di esternare il timore che lo strumento diventi "nucleo per una campagna elettorale anticipata".

Di "aria fritta" ha parlato infine Domenico Damascelli. "Siamo troppo in ritardo, l'urbanistica doveva essere una delle materie più importanti dell'Amministrazione. Perchè non ci occupiamo di vincoli assurdi come quello sulla C2 e sulla zona ASI?".