Trasparenza P.A. Ieri incontro a Palazzo Gentile

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Cronaca
24 novembre 2015

Trasparenza P.A. Ieri incontro a Palazzo Gentile

Durante la conferenza si è fatto il punto sul tema

Tra trasparenza e anti-corruzione c'è un rapporto biunivoco. È questa la conclusione dei relatori della prima Giornata della Trasparenza, tenutasi ieri a Palazzo di Città. Un evento organizzato direttamente dalla struttura comunale - a cui hanno partecipato in pochi (perlopiù addetti ai lavori, ndr), nonostante fosse stata presentata come un'occasione in cui il Comune "si apriva" ai cittadini - utile per fare il punto sui programmi di trasparenza adottati da Palazzo Gentile.

Trasparenza, appunto, che dalla Legge Brunetta in poi, è diventata il mantra di ogni P.A., su cui si cerca di modellare qualsiasi atto. "Oggi i funzionari si chiedono 'posso non rendere pubblico un atto?', prima ci si domandava l'esatto contrario" ha spiegato il segretario generale Salvatore Bonasia (che ha partecipato alla conferenza assieme al funzionari Maria Tiziana Simone, Maria Gabriella Scattone e Francesco Matera). Il diritto di accesso agli atti è un imperativo e sono ormai lontani i tempi in cui vigeva la segretezza degli stessi, caduta nel 1990. D'altronde l'avvento di internet e della tecnologia informatica non ha fatto altro che accelerare questo processo: il web è lo strumento attraverso cui oggi le P.A. fanno trasparenza. Anzi, uno strumento che in poco tempo è diventato un indice di valutazione, connaturato al concetto stesso di trasparenza.

Dalla metà degli anni Novanta (quando i ministeri e le prime P.A. hanno cominciato a dotarsi delle piattaforme telematiche), la trasparenza si è costruita essenzialmente online. Il sito web è diventato una sorta di Glasnost degli XXI secolo, evolvendosi su più livelli, come i social network, dove le Amministrazioni oggi cercano di costruire una trasparenza multilivello, fondata sull'interazione con l'utente/cittadino.

Un dominio, quello del web, sancito dalla prima citata Legge Brunetta, dal Codice delle Amministrazioni Digitali e dal Decreto Legislativo 33 del 2013 che, oltre a sancire l'abbandono del documento cartaceo in favore del file, dettano una serie di parametri che la giurisprudenza amministrativa identifica come trasparenza.

"La trasparenza va di pari passo con l'anticorruzione, c'è un controllo maggiore su atti e deliberazioni che non può che diminuire il rischio di falsificare o intervenire illecitamente sui provvedimenti" ha confermato Bonasia. È per questo che in materia di trasparenza è la Guardia di Finanza l'organo deputato ai controlli, generalmente incentrati su urbanistica, ambiente e finanza.

Sono oltre 200 gli obblighi che ogni Comune è costretto a rispettare e che sanciscono quali sono i dati da pubblicare: curriculum, bandi, rendiconti, redditi degli amministratori. Palazzo Gentile, secondo gli ultimi controlli, sarebbe in regola con i dettami imposti dal Decreto Legge. Ma nella pratica un sito web dall'architettura poco immediata rende spesso difficoltoso l'accesso ad atti datati.

All'incontro è stata presente anche una piccola delegazione del Movimento Cinque Stelle che, nei giorni scorsi, ha pungolato l'Amministrazione sulla questione dell'open source. I grillini si son detti disposti a "progettare un piano tecnologico a costo zero che utilizzi le tecnologie software libero e open source". Proponendo, dunque, di abbandonare i sistemi Microsoft, con annesse licenze.