Spoiler 2.11: Orange is the new black

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Seconda Stagione
19 novembre 2015

Spoiler 2.11: Orange is the new black

A proposito di rincorrere galline, polemiche a base di agrumi e sopravvivenze in un acquario

"Ok, Piper, lasciamo perdere la gallina per il momento. Non e' importante. Questa e' la vita vera. Ti prego, non farti trascinare nei drammi del carcere. Ascolta, so che lì sembra di vivere in un acquario, ma... provaci. Concentrati". Probabilmente avete letto la prima frase di questo articolo e non ci avete capito niente. Tutto nella norma.

Andiamo con ordine.

Il dialogo succitato è tratto da una scena di "Orange is the New Black", una serie Netflix con protagonista Piper Chapman, una normalissima ragazza appartenente all'alta borghesia newyorchese, con alle spalle un passato burrascoso come corriere della droga, causa della sua reclusione nel carcere femminile di Litchfield.

Fuori dal carcere Piper vive una vita assolutamente normale, impegnata con una piccola società di produzione di saponi da bagno, convivendo con il fidanzato Larry, con cui pianifica anche un matrimonio in un futuro non troppo lontano. L'ordinaria vita di Piper viene totalmente stravolta dalla realtà del carcere, trovandosi costretta ad affrontare situazioni e persone a cui sembra non appartenere affatto.

In particolare, l'episodio di cui si parla nel dialogo estratto dalla serie vede Piper alle prese con una gallina all'interno del carcere. Tale gallina viene vista come un animale leggendario tra le altre detenute, poiché nessuno è mai riuscita a vederla davvero. Nessuno, tranne Piper, che diventa totalmente ossessionata dalla cattura della leggendaria gallina.

Questa ossessione della protagonista denota un suo totale allontanamento dalla realtà ordinaria, dalla "vita vera" di cui le parla il suo compagno Larry. La cattura della gallina, che può essere vista come un qualcosa di stupido e inutile dall'esterno, cresce esponenzialmente d'importanza all'interno del carcere, dell' "acquario" in cui Piper è costretta a vivere. La risposta di Piper, infatti, non è poi del tutto banale:

"Larry, so che hai ragione, ma io devo viverci in questo acquario, ed è difficile."

E qui arriviamo a noi. Ma è prima bene concentrarci un attimo sul titolo.

"The new black" significa letteralmente "Il nuovo nero", e si sa che il nero va su tutto. Indica, nello slang, un qualcosa che va di moda. "Orange" invece è il colore della divisa che viene affidata ad ogni nuova detenuta nel carcere di Litchfield, l'arancione. L'"orange" è la nuova moda per ogni nuova detenuta, e denota per le ragazze appena entrate nel carcere un doversi adeguare a quella nuova realtà, restando al suo interno non solo con il corpo ma anche con la testa.

"Orange", però, in inglese ha anche un altro significato: arancia. Arancia come l'agrume. Agrume come il limone. Limoni come quelli della campagna "contro gli aumenti indiscriminati" portata avanti dal Partito Democratico locale, in riferimento agli aumenti di IRPEF, TASI e TARI "targati Abbaticchio".

 

 

Tralasciando il tappezzamento ossessivo-compulsivo della città a base di limoni in tutte le salse da ormai mesi, e tralasciando anche l'infelice e (forse non proprio casuale) lacuna lasciata sull'origine effettiva di tali aumenti, la risposta di Abbaticchio non si è fatta attendere:

 

 

Tralasciando i commenti relativi all'aumento tasse rifiuti generalizzato verso tutti i comuni della ex provincia, causa...

Posted by Michele Abbaticchio on Mercoledì 11 novembre 2015

 

 

Di fronte a questo battibecco, che parla molto politichese e poco guarda ad una realtà amministrativa più ampia di quella strettamente bitontina, non può che venirmi in mente la gallina tanto ricercata da Piper. Un problema su cui si concentrano tutte le attenzioni del carcere, dell'acquario che a volte si rivela essere Bitonto.

E, sia chiaro, non è un volersi mettere necessariamente contro una polemica. Ben vengano, anzi, gli scontri con propositi costruttivi e che propongano un miglioramento per la comunità. È solo che spesso, a Bitonto, le polemiche assomigliano molto alla gallina: ci si concentra sul nulla, sul particolare, tralasciando problemi più grandi e che richiederebbero un impegno comune e coordinato di più realtà, seppur tra loro avversarie sulla carta. Ci si concentra molto su un vecchio modus operandi della politica, distogliendo l'attenzione da quella che è la "vita vera", quella fuori dall'acquario.

E, allo stesso tempo, Bitonto assume i lineamenti di un carcere, schiavo di problemi a volte creati ad hoc, che tendono molto spesso a girare attorno a se stessi, come un pesce rosso in acquario. O come una detenuta che rincorre una gallina.

Eppure, sotto certi punti di vista, questi problemi-gallina possono anche essere visti in modo positivo, come una distrazione, in un certo senso, utile. Perché se davvero si affrontasse la "vita vera" mettendo la testa fuori dall'acquario, ci si potrebbe trovare di fronte a qualcosa di molto più grande e spaventoso, di cui fanno anche parte ormai le enormi ombre della guerra e del terrorismo che a poco a poco incombono sull'Europa, e che già da troppo tempo affliggono le terre a sud del Mediterraneo.

Magari è meglio rimettere la testa dentro l'acquario, e affrontare tutte le galline e i limoni che la nostra piccola realtà ci riserva quotidianamente. Tenere sempre a mente ciò che accade nel mondo, concentrandosi comunque sui problemi della città. Possibilmente non creandone altri se non strettamente necessari, magari cercando di risolvere quelli già presenti. E scartando a priori la fuga dal problema, ma evitando comunque di arrovellarsi su di esso all'infinito.

Perché, se ciò che dice Larry è vero, è forse sulla risposta di Piper che bisognerebbe porre più attenzione:

"So che hai ragione, ma io devo viverci in questo acquario. Ed è difficile".

E no, tecnicamente Bitonto non è né un carcere né un acquario. Tende purtroppo a diventarlo solo quando la troppa libertà di qualcuno (ma anche la libertà vigilata di qualcun altro) eccede a discapito della comunità, o quando problemi più o meno fittizi sovrastano necessità ben più impellenti.

Ma con tutto questo dobbiamo conviverci, se questa resta la nostra volontà.

"Ed è difficile".