Si riapre la stagione delle intimidazioni?

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Cronaca
07 novembre 2015

Si riapre la stagione delle intimidazioni?

Si indaga sul rogo dell'auto di Sangirardi, ultimo di una lunga serie di episodi

È passata sotto silenzio la notizia del rogo dell'auto del dirigente comunale del Giuseppe Sangirardi, avvenuto lo scorso martedì pomeriggio. La vettura, una Fiat Croma parcheggiata in via Garibaldi, a due passi dal Municipio, è andata in fiamme poco dopo l'ora di pranzo.

Nonostante si sia diffusa la voce di un cortocircuito, gli inquirenti continuano a battere la pista del dolo. E, in effetti, molti sono gli elementi che avvallano questa ipotesi: su tutti il fatto che un'automobile di recente fabbricazione difficilmente va in autocombustione, soprattutto a diverse ore dallo spegnimento. D'altronde le fiamme si sono sviluppate a partire dalla parte anteriore della vettura, come spesso accade quando viene appiccato il fuoco con un pezzo di "diavolina" accesa posta sul pneumatico anteriore.

È la posizione dirigenziale di Sangirardi, però, a far riflettere gli investigatori. Il tecnico nel 2013 sostituì Vincenzo Turturro, ex dirigente dell'Ufficio Tecnico, dimissionario per alcune intimidazioni subite tra fine Gennaio e i primi di Febbraio dello stesso anno. A Turturro fu prima recapitata una lettera con su scritto "Vattene" e un proiettile, pochi giorni dopo, invece, ignoti tentarono di bruciare la sua auto (casualmente un'altra Fiat Croma, ndr) parcheggiata nei pressi di piazza Aldo Moro. Per poi dare alle fiamme, dopo aver fallito, la vettura della moglie nel parcheggio del Liceo Scientifico "Galileo Galilei".

Il legame tra il settore Territorio e l'Ufficio Tecnico gestito per poco tempo da Turturro sono molteplici. L'ex dirigente giovinazzese si dedicò a vicende delicate come la nuova 167 (nel frattempo bloccata da una sentenza del Tar), l'adeguamento del Piano Regolatore e, soprattutto, la discarica di materiali ferrosi Fer.Live (le cui autorizzazioni AIA furono di lì a poco bloccate dalla Regione e da una sospensiva del Tar).

Ad avvallare l'ipotesi del legame tra il lavoro dirigenziale e il rogo sono anche le dichiarazioni del sindaco Michele Abbaticchio che ha espresso solidarietà a Sangirardi. "A Peppino Sangirardi, ovviamente molto scosso, - ha dichiarato alle testate locali il primo cittadino - va il nostro abbraccio e il nostro augurio, come comunità, che possa ritrovare la serenità. Gli siamo tutti vicini e siamo tutti a sua disposizione".

Quale può essere dunque l'eventuale movente dell'intimidazione? Sotto la lente delle forze dell'ordine sono finite le ultime determine firmate da Sangirardi che riguardano essenzialmente permessi di costruzioni e alcune varianti al Piano Regolatore.

Rimane dunque la sensazione che ci si trovi davanti all'ennesimo attacco. E ritorna la paura della stagione delle intimidazioni. Nell'ultimo triennio sono stati numerosi gli episodi simili. A Gennaio 2013 un ordigno rudimentale fu fatto esplodere sotto casa del segretario PSI Franco Matera, nello stesso mese un dirigente fu pesantemente ammonito per strada da un passante, dopo i fatti di Turturro - e durante la manifestazione "Bitonto non ha paura" - ignoti tagliarono i pneumatici dell'auto del Sindaco, nei giorni seguenti fu danneggiata la macchina dell'assessore Franco Scauro, a Marzo 2013 la porta dello studio del socialista Franco Mundo fu imbrattata con del bitume.

 

In copertina foto di repertorio