Orrore a Parigi. Le testimonianze di chi c'era

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca
14 novembre 2015
Photo Credits: AP

Orrore a Parigi. Le testimonianze di chi c'era

Gli attacchi terroristici hanno scosso la città. Serena: 'Siamo tutti spaventati'.

Terrore ieri sera nel centro di Parigi per quello che forse è il più grande attacco terroristico contro l'Occidente dopo i fatti del World Trade Center. Attorno alle 22:00 diversi gruppi armati hanno fatto fuoco nelle strade più frequentate del 10imo e dell'11esimo arrondissement.

Quasi in contemporanea ci sono state sparatorie al ristorante Le Petit Cambodge, in avenue de la République e al bar La Belle Equipe. Nei pressi dello Stade de France, durante la partita di calcio amichevole tra Germania e Francia sono esplosi tre ordigni, ma la situazione più grave c'è stata nella sala da concerto Bataclan, dove un centinaio di persone è stato prima tenuto in ostaggio, prima di morire sotto i colpi dei kalashnikov degli attentatori.

"Io sto bene, fortunatamente vivo in una zona periferica, ma Republique è un quartiere che frequento molto spesso e che conosco bene. La situazione è difficile, ho sentito un'amica che abita proprio in quella zona e mi ha detto che è tutto bloccato" racconta Serena Spallucci di Santo Spirito, da anni nella capitale francese. Secondo le autorità transalpine, al momento il bilancio è di almeno 120 morti e di centinaia di feriti. Ma il numero potrebbe presto crescere per l'alto numero di feriti. Soprattutto quelli del Bataclan, dove sono stati colpiti anche due italiani, fortunatamente fuori pericolo, che assistevano al concerto degli Eagles of Death Metal.

Gli attacchi hanno lasciato il segno, consegnando stamane una Parigi sotto shock. "Siamo tutti spaventati, sarà difficile in questi giorni tornare nelle strade in cui sono avvenuti i fatti, ma sono siamo anche molto arrabbiati - continua - Ieri sera è stata orribile, speravamo che le persone che conosciamo fossero al sicuro e la tensione era tanta". La tensione rimane alta: "per alcuni sembra che non sia ancora finita, ma non so quanto siano attendibili". Si teme un secondo attacco, come a Gennaio, quando fu colpita la sede di Charlie Hebdo e pochi giorni dopo ci fu la rappresaglia di Amedy Coulibaly.

 


Images de la fusillade au Bataclan di lemondefr

 

"Parigi è terrorrizzata, nessuno se l'aspettava - è il commento di Serena, di Bitonto, studentessa a Parigi - abito in una banlieu ad est del centro e ieri sera non ero in città mentre si è scatenato l'orrore, ma a Saint Denis (dove si trova lo stadio attaccato, ndr) ci studio". "C'era una mia amica d'università a Parigi e quando le ho chiesto se tutto va bene mi ha detto che tutti erano nel panico. Tanta gente é morta e le misure prese sono molto restrittive, anche troppo".

"Ho passato una brutta nottata. Oggi mi sto isolando" confida Angela, una professoressa in queste ore a Parigi. Al momento non c'è alcuna conferma sulla natura dell'attentato, ma l'ipotesi più accreditata è la matrice fondamentalista islamica. Lo stesso Dashe ha rivendicato gli attacchi in un comunicato diffuso su Twitter in francese e arabo. La Ville Lumière, comunque, si è mobilitata sin dai minuti appena successivi alle sparatorie. "Quello che più faceva paura era aspettare di ricevere un messaggio da chi poteva essere a rischio - ci scrive ancora Serena - ma i parigini sono stati grandi, si sono mobilitati tutti per aiutare chiunque fosse rimasto per strada". Ieri sera è stato lanciato l'hashtag #porteouverte per offrire riparo a chi si trovava per strada, soprattutto turisti, mentre i taxi hanno offerto corse gratuite per tutta la notte.

"Noi siamo all'Arco di Trionfo, lontano dagli attacchi - spiega Adriana, bitontina in vacanza con suo marito - Qui tutto ok! Io e mio marito fortunatamente stiamo bene. Abbiamo avuto solo un po' di difficoltà nel rientrare in hotel ieri sera".

Parigi pensa già a reagire, sulla scorta dell'esperienza Hebdo. "Qui l'agitazione è alle stelle, ma penso che presto saranno organizzate manifestazioni di protesta" conclude Serena.