Olio d'oliva spacciato per extravergine. È allarme frode in tutta Italia

di La Redazione
Cronaca
11 novembre 2015

Olio d'oliva spacciato per extravergine. È allarme frode in tutta Italia

L'inchiesta dei Nas di Torino getta ombre sulla grande distribuzione. Ecco i marchi coinvolti

Lo imbottigliavano come extravergine, ma in realtà si trattava si semplice olio d'oliva. L'inchiesta dei Nas di Torino fa tremare i grandi marchi della distribuzione italiana di olio. Secondo le analisi condotte dagli investigatori molte aziende avrebbero distribuito nei supermercati bottiglie contenenti olio d'oliva, spacciandolo per extravergine.

Sotto la lente di Torino sono finiti i brand Carapelli, Bertolli, Santa Sabina, Coricelli, Sasso, Primadonna e Antica Badia. L'ipotesi di reato per il pubblico ministero Raffaele Guariniello sarebbe frode in commercio, a danno, ovviamente, dei consumatori.

Perchè tra l'olio d'oliva e l'extravergine incorrono parecchie differenze, su tutte quelle organolettiche. Per oli di oliva si intendono gli oli ottenuti esclusivamente dalle olive, mediante un procedimento di estrazione meccanica: si tratta in sostanza di oli che presentano piccole imperfezioni di gusto, che vengono destinati alla raffinazione e miscelati con una percentuale variabile di extra vergine. All'extravergine, invece, corrisponde un olio assolutamente perfetto, senza difetti, con un'acidità libera espressa in acido oleico non superiore a 0.8 g per 100 g. Un prodotto che fa da traino dell'intera economia del meridione, quella pugliese in particolare, ormai marchio di qualità nel settore oleario.

L'inchiesta sarebbe nata nel giugno del 2015 con l'arrivo di una segnalazione, inviata al procuratore Guariniello in persona, dal mensile Il Test, secondo quanto riporta il CorSera. A insospettire gli investigatori la portata della produzione, in un'annata che ha fortemente risentito dell'emergenza xylella. Secondo Coldiretti alle frodi sarebbe legato il dato record di importazioni. con l'arrivo dall'estero nel 2014 di ben 666mila tonnellate di olio di oliva e sansa, con un aumento del 38% rispetto all'anno precedente. "Occorre fare al più presto luce per difendere un settore strategico del Made in Italy con l'Italia che - chiedono da Coldiretti - è il secondo produttore mondiale di olio di oliva dopo la Spagna con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni, con un fatturato del settore è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative". Va detto, però, che il lavoro della magistratura si concentra sulla frode ai danni del consumatore e non parla assolutamente di rischi per la salute.

"La piaga della contraffazione e delle frodi sta determinando delle gravi conseguenze per gli olivicoltori italiani, sottoposti ad un processo di concorrenza non solo sleale, ma anche delittuosa -ha affermato Gennaro Sicolo del CNO -. Alla lunga, questo andazzo porta al declino del nostro settore ed all'abbandono dell'attività da parte dei produttori onesti che non hanno armi per difendersi. Noi di CNO siamo in prima linea nel combattere queste operazioni di raggiro, rivolte non solo nei confronti dei produttori, ma chiaramente anche degli ignari consumatori. Anche questa volta il Consorzio degli Olivicoltori Nazionale non starà fermo e tutelerà gli interessi dei produttori italiani in tutte le sedi e con ogni mezzo".

"Occorreva l'iniziativa della magistratura - accusa il deputato Cinque Stelle, Francesco Cariello - per svegliare dal torpore il ministero delle Politiche Agricole a cui da tempo sono state inviate le informative su queste tipologie di frodi da parte del nucleo di indagine dell'agenzia delle dogane". "Il ministero - accusa l'onorevole - era stato informato dell'esistenza di un cartello italo-spagnolo che da anni opera indisturbato nel settore".