Corruptia. Il sistema corruzione raccontato da D'Ambrosio

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cultura e Spettacoli
28 novembre 2015

Corruptia. Il sistema corruzione raccontato da D'Ambrosio

Presentato l'ultimo libro sull'illegalità nelle P.A. edito da Meridiana

Al dilagare degli episodi di corruzione corrisponde una crescente incomprensione degli epifenomeni dei sistemi di interesse collegati. Questa, in sintesi, la tesi di Rocco D'Ambrosio, ieri a Bitonto per presentare l'ultimo "Corruptia", edito da Meridiana.

Un viaggio nei meccanismi di corruzione che agiscono in un Comune italiano medio, che aiuta ad analizzare i percorsi che portano, in una città, a favorire il sistema "silente e vincente" della corruzione. Sistema perchè, appunto, coinvolge anche "i cittadini assoggettati" sostiene D'Ambrosio, durante la serata organizzata da Città Democratica e Progetto Comune e moderata dal giornalista di BitontoTV, Sabino Paparella.

Per il sacerdote - un background importante di studi filosofici e politologi - la cupola di corruzione poggia basi forti sulle negligenze della comunità. "In Corruptia (il Comune immaginario narrato nel libro, liberamente ispirato a fatti di cronaca giudiziaria e politica, ndr) c'è il cittadino che chiede di stracciare le multe, la società civile che chiede e ottiene sempre finanziamenti con le associazioni". Le statistiche parlano chiaro: laddove manca la formazione, il grado di partecipazione e, soprattutto, la chiarezza amministrativa e legislativa, la corruzione pianta le radici. È il caso dell'Italia, che ha un livello pari a 5,7 su una scala di 10. Tra le peggiori in Europa. E che, per recente ammissione di Papa Francesco, ha coinvolto anche la Chiesa Cattolica.

E sul sistema legislativo ha incentrato l'intervento Pasquale Ribezzo, segretario regionale del CNA, "molti imprenditori, obbligati da una normativa che, nel migliore dei casi, predispone il pagamento delle P.A. a novanta giorni, mettono in conto i costi della corruzione di funzionari e dirigenti". Mentre Michele Abbaticchio, intervenuto nelle vesti di vice-presidente nazionale di Avviso Pubblico, ha parlato dell'esperienza del cartello antimafia, della questione trasparenza - già affrontata durante l'ultimo convegno organizzato in Municipio - che adesso obbliga gli Amministratori a rendere pubblico redditi e patrimoni, ma anche delle recenti difficoltà incontrate per emanare l'ordinanza contro le slot serali per i minori, tra separazione delle funzioni tra esecutivo e apparato burocratico e un sistema giudiziario che, ad oggi, rischia di favorire un settore tra le cui maglie si nascondono gli interessi della criminalità.