Cerin. Tutti si oppongono ai pignoramenti

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca
12 novembre 2015

Cerin. Tutti si oppongono ai pignoramenti

Bitonto, Bisignano, poi Sava. Intanto rimangono aperti i filoni a Nola e in Puglia

Cresce il fronte di chi si oppone ai pignoramenti della Cerin. L'ultima Amministrazione, in ordine di tempo, a biasimare il comportamento della società bitontina che si occupa di riscossione tributi è stata quella del Comune di Sava.

Pare che il comune tarantino stia studiando un piano per difendersi dalle misure di pignoramenti presso terzi che la società sta adottando nei confronti dei potenziali morosi savesi da Ottobre. Una situazione che ricorda molto da vicino quella di Bitonto che, tra Dicembre 2013 e i primi mesi del 2014, si oppose tout court a quello che fu definito "un comportamento non condivisibile".

L'allora concessionario, prossimo alla scadenza del contratto - mai rinnovato, considerato che la gestione dei tributi divenne presto interna, ndr - notificò numerose richieste di pignoramento verso i contribuenti morosi. "Il Concessionario, il cui contratto di servizio stipulato precedentemente all'insediamento di questa Amministrazione scade il 31/12/2013 e non sarà oggetto di rinnovo - scriveva Michele Abbaticchio - contravviene ad un preciso obbligo professionale e deontologico, scegliendo procedure giudiziarie di espropriazione presso terzi ex art. 543 c.p.c. al posto di quelle, ben più economiche e celeri, previste dalla procedura ex art. 72 bis del DPR 602/1973 (che non necessita di alcun avvocato difensore, certamente non carica di ulteriori oneri aggiuntivi e superflui il contribuente, ha costi di gran lunga inferiori per il contribuente e - comunque - si caratterizza per la sua spiccata celerità nella esazione delle somme dovute dal contribuente, anche in funzione dell'interesse dell'Amministrazione, senza considerare che non intasa gli uffici giudiziari con ulteriore contenzioso".

"La totale ed assoluta inopportunità delle iniziative esecutive scelte dalla società" divenne il pretesto per una rottura totale (e burrascosa) con Cerin, con cui il Comune di Bitonto ha tuttora un contenzioso aperto per diversi milioni di euro.

"Eravamo e siamo rimasti soli quando abbiamo scelto di esporci pubblicamente e personalmente contro la modalità scelta dall'ex concessionario per pignoramenti" era l'impressione del Sindaco in quei giorni. Certo è che ad oggi anche Sava e il Comune di Bisignano hanno scelto di opporsi ai metodi coatti di Cerin. Come fatto, se si va indietro nel tempo, anche dal Comune di Bisceglie.

Intanto i Colapinto sono alle prese ancora con la grana di Mariglianella, dove la Procura di Nola ha emesso una condanna in primo grado a due anni e quattro mesi a danni del patron della società per una storia di mazzette per truccare l'appalto per l'affidamento della riscossione tributi. Nel frattempo rimane aperto il filone pugliese, che coinvolge Bitonto e Gioia del Colle: secondo alcune indiscrezioni lanciate da Giovanni Longo sulla Gazzetta del Mezzogiorno gli inquirenti sospetterebbero che il colosso dei Colapinto si sia appropriato indebitamente di circa otto milioni di euro tra Bitonto e Gioia del Colle. La cifra non sarebbe stata versata nelle casse delle due Amministrazioni nel periodo sino a fine 2013 - quando terminò il rapporto tra Cerin e Palazzo Gentile.