Spari ai Santi Medici. Riscoppia la faida criminale

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca
19 ottobre 2015

Spari ai Santi Medici. Riscoppia la faida criminale

È guerra a Domenico Conte. Feriti due affiliati al clan nei pressi del Luna Park

A distanza di poche settimane si riaccende la faida tra i gruppi criminali di Bitonto. Nella serata di ieri, nei pressi del Luna Park allestito in via Lazzati in occasione della Festa dei Santi Medici, due uomini sono stati feriti da numerosi colpi di pistola. A poche centinaia di metri in linea d'aria da Piazza XXVI Maggio, dove erano in corso le celebrazioni conclusive in onore dei santi.

La dinamica. Poco dopo le 19:00, Arcangelo Vitariello e Vitantonio Tarullo, entrambi vicini al clan Conte, sono stati feriti da alcuni colpi sparati da un mezzo in transito nella zona, mentre erano fermi ad un chiosco di panini. I due hanno cercato di nascondersi e sfuggire alla raffica di colpi nascondendosi alle spalle di una struttura presente in zona. Fino all'arrivo delle forze dell'ordine e dell'ambulanza. Nel frattempo i tanti bambini e genitori presenti al Luna Park hanno cercato riparo nelle giostre che, intanto, sono state momentaneamente fermate. "Ci siamo nascosti nel gabbiotto del tiro a segno" racconta qualcuno. Alla fine Arcangelo Vitariello è risultato essere quello in condizioni peggiori: un proiettile si è conficcato nella gamba ed è stato estratto al San Paolo.

Chi è Tarullo? Già volto noto alle forze dell'ordine, famoso per essere stato coinvolto nell'omicidio del pregiudicato Michele Maggio, freddato con due colpi di pistola il 1 Marzo 2003 all' uscita di un bar. Vito Tarullo, all'epoca 19enne, fu stato arrestato da agenti della Squadra mobile della questura di Bari. In quegli anni sarebbe stato affiliato al clan che faceva capo a Michele De Lia, morto in un incidente stradale nel '92.

La sparatoria di giovedì. L'episodio di ieri segue l'agguato ai danni di Giuseppe Antuofermo, pregiudicato vicino sempre al gruppo di Domenico Conte, ferito nella serata di giovedì mentre si trovava nei pressi della sua abitazione in via Pietro Nenni. Allora il commando aveva sparato ben quindici colpi di mitraglietta, riuscendo però solo a ferire l'affiliato, già vittima nel 2013 di un agguato, nella famosa sparatoria di Piazza Partigiani d'Italia.

È caccia a Conte. I due episodi confermano l'ipotesi investigativa dell'attacco a Conte. Tutti i feriti appartengono all'omonimo clan e si contendono il mercato della droga sul territorio. Per di più proprio Conte era stato l'obiettivo delle sparatorie avvenute a ridosso di Ferragosto in pieno centro. Difficile, però, stabilire con precisione da chi arrivi l'attacco. Storicamente il boss è stato sempre contrapposto, in un rapporto di amore-odio, a Giuseppe Cassano che, al momento, è in carcere, dopo essere stato fermato mentre girava con una Skorpion. Due le strade: o Cassano riesce da lontano a tirare le fila dei giochi criminali o gli agguati hanno altri mandanti. Ed è proprio seguendo questa pista che si arriva ai clan del centro storico, meno organizzati dei due citati ma storicamente più violenti. E soprattutto gestori di un giro di stupefacenti in ampia crescita, considerato i numerosi giovanissimi che frequentano il centro storico di sera.

La reazione del Sindaco. "Aspettiamo da anni decine di arresti (non domiciliari) che facciano comprendere a vari clan o presunti tali che questa non è più la loro terra - ha scritto Michele Abbaticchio su Facebook - E stasera hanno dimostrato, ancora una volta, la loro totale indifferenza ad ogni genere e valore umani". Di qui l'annuncio: "Domani non chiederemo solo i soliti rinforzi in più, ma chiederemo giustizia ai rappresentanti dello Stato in difesa di tutti coloro che lottano per una vita civile degna di essere raccontata. Questa Città non merita questa lunga e vergognosa attesa. Basta".

 

Aspettiamo da anni decine di arresti (non domiciliari) che facciano comprendere a vari clan o presunti tali che questa...

Posted by Michele Abbaticchio Sindaco on Domenica 18 ottobre 2015

 

Non è la prima volta che si spara durante i Santi Medici. Nel 2002 il piccolo Nicola - appena dieci anni - fu colpito ad un braccio da un proiettile vagante calibro 22, mentre si trovava a Bitonto per la festa. Fu mistero su chi sparò il colpo. Il giovane fu anche vittima di un caso di malasanità: il bimbo fu dimesso dall'Ospedale di Andria con ancora il proiettile in corpo. Fu salvato solo dal provvidenziale intervento del pediatra.