Sedicenne morto in un incidente. La lettera di un'amica

di La Redazione
Cronaca
09 ottobre 2015

Sedicenne morto in un incidente. La lettera di un'amica

'Sarà sempre presente'. BitontoTV pubblica uno scritto che una giovane compagna di studi ha dedicato al ragazzo scomparso

È notizia delle scorse ore la morte di un sedicenne nei pressi del passaggio a livello di via Santo Spirito. L'annuncio ha scosso la comunità liceale bitontina, che in queste ore si sta interrogando sulle dimensioni di una tragedia che ha pochi precedenti in città. 

Un'amica del giovane ha consegnato a BitontoTV un pensiero dedicato alla sua scomparsa. La testata ha deciso di pubblicarlo integralmente qui di seguito.

 

Si dice che qualunque sia la forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura sia orientata verso la morte. Paura di affrontare una situazione difficile, un momento no, una delusione.
Si è spenta avantieri la luce di un ragazzo, che come me, aveva degli ideali.
Amava sorridere e far sorridere.
Amava confortare chi ne aveva davvero bisogno , ed era sempre pronto ad affrontare con coraggio nuove esperienze.
Lui non si arrendeva facilmente. Lui lottava.
Lottava con la stessa forza e con la stessa grinta, di chi sa per certo cosa desidera dalla vita.
La sua più grande passione era il basket: forse era uno dei suoi più grandi punti di riferimento.
Era umile, generoso ma soprattutto era presente.
Non si lasciava sfuggire quasi nulla, e se qualcosa andava storto, lui preferiva sorridere.


Per me, sua coetanea e sua amica, è molto difficile pensare a tutto questo.
Non capita spesso di svegliarsi la mattina e di ascoltare per sbaglio che un ragazzo così speciale abbia smesso di vivere.
La cosa più strana è che bisogna imparare in fretta a chiamare le cose con il loro vero nome. Quando muore qualcuno di importante, arriva qualcosa che ti prende alla pancia e non ti lascia andare. Niente cuore, no, il battito cardiaco rimane invariato. La famosa fitta al cuore è solo una pessima invenzione . Il dolore che ti fa piegare in due è quello allo stomaco. Non è forte come quello di un pugno, ma riesce ad essere anche peggiore, perché parte dalla gola, ti allaga le viscere e chiude tutto.

Mai come oggi, mi sono sentita così piccola e fuori posto difronte ad un mondo che non ammette ragioni.
Perché in fin dei conti, è così.
Se tutti potessimo controllare dall'alto ciò che avviene e ciò che avverrà, il mondo sarebbe totalmente diverso.
Ognuno è protagonista della propria vita, ma molto spesso tutti ci sentiamo prigionieri di un meccanismo fatto apposta per mettere in risalto la nostra incapacità di conseguire un successo concreto.

Ci affatichiamo dietro desideri che alla fine risultano essere solo illusori, ma lo sappiamo benissimo che oltre il vano e l'illusorio, non c'è nulla. Probabilmente si trattava di un labirinto senza vie d'uscita che aveva portato allo smarrimento delle reali certezze .
Io, come tutti i miei amici, ricorderò con un sorriso stampato sulle labbra questo splendido ragazzo. Sarà sempre presente.
Il nostro "campione".