Presidente. Nulla di fatto questa mattina in Consiglio

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
30 ottobre 2015

Presidente. Nulla di fatto questa mattina in Consiglio

Il Sindaco; 'Inoltrerò la mia proposta ai singoli consiglieri'.

La proposta del Sindaco sulla Presidenza del Consiglio arriverà in forma privata ai singoli consiglieri. Durante la seduta consiliare di questa mattina, Michele Abbaticchio ha scelto di rinviare la discussione politica sull'elezione della massima carica dell'assise, annunciando di aver intenzione di "inoltrare in giornata la mia proposta ad ogni componente dell'assemblea".

Niente votazione, dunque, almeno per questa mattina. Il Consiglio ha rinviato l'elezione, presente all'ordine del giorno, con i voti della maggioranza. Eppure dalle voci che circolavano negli ambienti vicini a Palazzo Gentile, sembrava che si fosse arrivati alla quadra. Su chi? Probabilmente Gaetano De Palma (oggi nelle veci di Presidente per l'assenza di Francesco Cuoccio, ndr), al momento considerato la soluzione principe.

A spingere il Sindaco a questa scelta sarebbero state le ultime, frenetiche riunioni di maggioranza. "A seguito di incontri tenuti sino a ieri sera tarda - ha dichiarato Abbaticchio in aula - si ritiene opportuno, al fine di evitare polemiche politiche che non fanno bene in questo periodo, mandare una nota scritta ai consiglieri comunali che riassume la proposta".

Proprio ieri il capo di governo aveva parlato di una soluzione alla querelle Presidente, carica ormai vacante dal post-Regionali, lasciando però intendere la delicatezza dell'operazione politica. "Stiamo parlando di una figura istituzionale - aveva spiegato - è ovvio che non posso pretendere l'unanimità, sto cercando la mediazione con le altre forze politiche". "Qualora non si riesca a raggiungere la mediazione finale - appunto - rispetterò il patto di coalizione con la rappresentatività in giunta e non metterò il cappio al collo a nessuno. Sono sempre stato leale: sia nelle dichiarazioni pubbliche sia con i fatti. E continuerò ad esserlo fino alla fine di questo mandato".

"Il Partito Democratico non vuole essere complice di questo ritardo sull'elezione" ha puntualizzato il capogruppo dem Ricci. "Se la nomina del presidente - ha accusato l'avvocato - deve seguire a cambi di casacca, si tratterebbe di un bluff", provocando la risposta di Abbaticchio ("L'acquisto non l'abbiamo fatto noi", in velato riferimento al passaggio al PD di Francesco Rutigliano, ndr). E se Toscano ha annunciato di "non essere più disposto ad essere trattato come una marionetta", dalla maggioranza le uniche voci che si sono sollevate sono state quelle di Mundo, "la città non ha bisogno di ulteriori divisioni", e Palmieri. Interessante l'intervento dell'ex Presidente, che è tornato a parlare dopo l'esito delle Regionali, "riproporre la stessa coalizione potrebbe essere rischioso e portare ad un insuccesso, soprattutto se si continua ad essere divisi dall'altra parte del centrosinistra, per questo scelsi di abbandonare la carica". Sono però passati quasi cinque mesi dalle dimissioni, "voglio pensare che ci sia stato un difetto di comunicazione, spero vengano superate".

Sull'unità del centrosinistra è intervenuto anche il Sindaco. "Non voglio assolutamente porre la mia ricandidatura come paletto, ma mi sento di dare un consiglio (rivolgendosi all'assemblea, ndr). Se volete elimare i personalismi, parlare delle idee, non parlate di quello che si poteva fare. Perchè la sintesi, così, sarà difficilmente realizzabile. Continuando in questo modo si riversa sul Sindaco parte di quel lavoro di sintesi che dovrebbe spettare alla politica. Non dobbiamo avere paura delle proposte". 

"Dalla minoranza e maggioranza c'è stata assunzione di responsabilità - ha riconosciuto Franco Natilla, specificando che "il Pd non si è mai sottratto ad azioni di responsabilità concrete, ma il tutto deve essere fatto nel pieno rispetto di ciascuna parte politica. Non si può giocare sulla elezione di questa carica, anche perchè la tempistica desta qualche sospetto".

Davanti all'ennesimo rinvio, è stato Domenico Damascelli a proporre la risoluzione più originale: "considerato che non ci sono le possibilità per eleggere il Presidente, potrebbe essere una idea che un consigliere diventi super partes, si dichiari indipendente da partiti e liste, non voti i provvedimenti e decida di ricoprire la carica".