Oncologico. Sannicandro aveva rassegnato le dimissioni già in estate

di La Redazione
Politica, Cronaca
01 ottobre 2015

Oncologico. Sannicandro aveva rassegnato le dimissioni già in estate

Il Consiglio Regionale ha chiesto un passo indietro a direttore generale e CIV

Portata sui banchi del Consiglio Regionale, la questione relativa all'Oncologico di Bari esplode definitivamente. Una gestione che avrebbe "svilito il settore della ricerca, impiego di risorse ministeriali, e quindi destinate alla ricerca, nel settore dell'assistenza cosa assolutamente vietata", un clima non certo sereno ai vertici spingono sempre più via Capruzzi a optare per l'azzeramento delle cariche dirigenziali e amministrative.

Il caso, diventato di dominio pubblico ieri, all'indomani della seduta del Consiglio Regionale, è stato aperto dal gruppo 5 Stelle che ha presentato una lunga mozione in cui sono stati illustrati quelle che, da più parti, sarebbero ritenute scelte sbagliate che avrebbero portato l'Istituto alla paralisi totale. Perplessità condivise da tutta l'assemblea regionale che, Michele Emiliano in primis, conta di sbrogliare la matassa Irccs con la revoca delle cariche.

Tra cui quella del direttore generale del Giovanni Paolo II, Antonio Quaranta, e dell'intero CIV, il Consiglio di Indirizzo e Verifica, presieduto dal 2006 da Lillino Sannicandro. Il bitontino, però, è stato tra i primi - appena insediatasi la nuova Giunta Regionale pugliese - a denunciare una situazione insostenibile presentando le dimissioni sulla scrivania di Emiliano già in estate. A differenza di quanto emerso su alcune testate giornalistiche, Sannicandro avrebbe concordato con il Presidente la necessità di un'azione forte per risolvere le grane dell'Istituto. "È impensabile che, anziché occuparsi del benessere delle persone, in un luogo di cura siano tutti intenti a litigare tra loro" aveva dichiarato Emiliano prima di chiedere un passo indietro a tutti i componenti del Consiglio di Indirizzo.

Perchè la situazione è stata finora in stallo? Se Sannicandro ha rassegnato le dimissioni da diversi mesi, gli altri componenti del Consiglio non l'hanno fatto. Rendendo nulle quelle presentate dallo stesso presidente: trattandosi di un Irccs, il Consiglio è composto da tre componenti più il presidente nominati dalla Giunta Regionale e da un membro chiamato dal Ministero della Salute. Per sciogliere il Consiglio, dunque, servirebbe un atto concertato tra Bari e Roma, accompagnato da una volontà unanime. D'altro canto quello di Sannicandro rappresenterebbe un gesto che consentirebbe ad Emiliano di compiere un vero e proprio atto di forza.

"Le mie dimissioni - ha spiegato l'ex consigliere regionale bitontino - sono arrivate per rispetto istituzionale nei confronti di Emiliano e dell'istituzione che rappresenta e non sono dovute agli attacchi infondati, sfrumentali e in mala fede fatti da alcuni movimenti politici" - in riferimento al Movimento Cinque Stelle che avrebbe accusato il CIV di "connivenza con il direttore generale".

La volontà unanime del Consiglio Regionale, comunque, potrebbe rappresentare un passo importante verso la revoca delle cariche nel CIV e - probabilmente - il commissariamento. Le prossime settimane saranno utili per capire l'evolversi di una vicenda che potrebbe portare a ripensare l'intero sistema degli Irccs pugliesi.