Oncologico. Il padre di Antonella Laricchia tra i firmatari del ricorso

di La Redazione
Cronaca
07 ottobre 2015

Oncologico. Il padre di Antonella Laricchia tra i firmatari del ricorso

La consigliera si difende: 'Non ci guadagnerà nulla'. I fittiani chiedono di unire i due Ircss regionali

La querela e il ricorso al Tar che hanno fatto esplodere la querelle Oncologico di Bari sono stati sottoscritti anche dal dottor Giuseppe Camillo Laricchia, padre della consigliera regionale Antonella. Un'inchiesta della Gazzetta del Mezzogiorno apre nuovi scenari sulla situazione dell'Istituto, finita sui banchi di via Capruzzi e per cui Consiglio e Giunta hanno chiesto le dimissioni dei vertici.

Secondo quanto riportato dal quotidiano barese, Laricchia padre avrebbe firmato l'esposto dopo alcune frizioni tra il dottor Gadaleta - un passato nella direzione scientifica dell'Ircss -, collega nel reparto di radiologia dell'Oncologico, e la direzione generale, che non aveva concesso al medico la potestà sulle terapie da somministrare ai pazienti, secondo i protocolli dell'Istituto materia da oncologo.

Da qui la lo scandalo in Consiglio, dove il capogruppo Cinque Stelle Antonella Laricchia aveva chiesto, con una mozione, azioni drastiche per arginare il presunto impasse Oncologico. Di mezzo c'era finito anche il presidente del CIV, il bitontino Emanuele Sannicandro, che, in realtà, aveva già consegnato le proprie dimissioni a Michele Emiliano come atto dimostrativo, all'indomani dell'insediamento della giunta regionale.

"Mio padre - ha risposto la Laricchia alla Gazzetta - lavora all'Oncologico da anni e non ci guadagnerà niente da questa storia. E poi la mozione riguarda l'intera struttura".

Struttura che, probabilmente, a breve sarà oggetto di stravolgimenti. La volontà unanime del Consiglio Regionale potrebbe rappresentare un passo importante verso la revoca delle cariche nel CIV e - probabilmente - il commissariamento. Le prossime settimane saranno utili per capire l'evolversi di una vicenda che potrebbe portare a ripensare l'intero sistema degli Irccs pugliesi. Come chiesto dai fittiani Zullo e Ventola: "Costituiamo un'unica fondazione che gestisca gli istituti di ricerca dell'Oncologico e De Bellis di Castellana".