Olio bitontino: è boom di vendite in USA, Giappone e Cina

di La Redazione
Cronaca
14 ottobre 2015

Olio bitontino: è boom di vendite in USA, Giappone e Cina

I fatturati superano quota sei milioni. Sicolo: 'Continuiamo con prodotti di qualità'

Una realtà in continua crescita, nonostante i problemi che affliggono l'olivicoltura nazionale, capace di portare il nome di Bitonto legato all'olio extravergine d'oliva in giro per il mondo. Sono lusinghieri i risultati della Cooperativa Produttori Olivicoli Bitonto che lo scorso fine settimana, durante l'annuale assemblea dei soci, ha tracciato il bilancio della stagione olivicola conclusa con uno sguardo verso quella che sta per iniziare.

Importantissimi i risultati commerciali raggiunti dal consorzio guidato dal Presidente Giuseppe Siragusa e dal Vicepresidente Michele Antonino, con l'ausilio del tecnico Gaetano Bonasia. Nell'anno appena trascorso, infatti, l'olio extravergine d'oliva bitontino Dop ha raggiunto gli Stati Uniti (3000 quintali), il Giappone e la Germania con il biologico, e la Cina con un importante extravergine tracciato, portando il fatturato della Cooperativa a sfondare quota 6 milioni di euro.

"Grazie al lavoro sinergico con il Consorzio Nazionale Olivicoltori del Presidente Sicolo, ai continui investimenti in ricerca e innovazione navighiamo in ottime acque, nonostante la crisi abbia colpito notevolmente il nostro settore - ha sottolineato il presidente Siragusa - L'annata commerciale è stata eccellente, e i risultati raggiunti ci spingono a ripartire con entusiasmo nella campagna olivicola 2015/2016 che sta per iniziare e che si preannuncia ottima sia per la qualità, sia per i prezzi", ha evidenziato Siragusa, ricevendo gli apprezzamenti dei soci.

"Per migliorare è necessario affrontare con maggiore vigore il problema della sicurezza nelle campagne, contrastando i ricettatori delle refurtive, frantoiani e magazzini vari, che senza scrupoli lucrano sul lavoro di tanta gente onesta – ha rimarcato il presidente CNO Gennaro Sicolo, che all'assemblea della Cooperativa ha illustrato le strategie a livello nazionale per il settore -. Siamo stanchi anche delle vessazioni che l'ispettorato del lavoro quotidianamente perpetra verso le piccole aziende agricole, quelle a conduzione familiare, che rappresentano il tessuto sociale ed economico dei nostri territori".

"Il contrasto al lavoro nero deve esserci soprattutto contro le grandi aziende fautrici del malaffare che cercano di rovinare la nostra olivicoltura. Per questo chiederò, in concerto con le organizzazioni agricole, un incontro col Prefetto per cercare di porre un argine a questa situazione", ha continuato. La strada? Investire sulla qualità"perché i mercati nazionali e internazionali richiedono prodotti certificati".