Laudato sii': l'ambiente visto da Bergoglio

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cronaca
16 ottobre 2015

Laudato sii': l'ambiente visto da Bergoglio

Al Traetta si è discusso sull'enciclica del Papa. Ospite don Maurizio Patriciello

In vista della festa esterna dei SS. Medici, che si terrà domenica prossima 18 ottobre, si è tenuto nella serata di ieri, presso il teatro Traetta, un confronto sull'ultima enciclica di papa Francesco "Laudato sii'", che ha come tema il rapporto, oggigiorno sempre più difficile e complesso, tra uomo e ambiente. L'evento, organizzato  dalla Fondazione del Santuario SS. Medici, con la collaborazione del Comune di Bitonto, è stato pensato come opportunità di riflessione per tutta la comunità cittadina.

"La finalità di questo incontro", come ha ricordato nei saluti don Vito Piccinonna, rettore del Santuario, "è quella di ricreare un nuovo umanesimo, non preoccupandosi più semplicemente per le future generazioni, ma rendendosi conto che quello che c'è in gioco è la dignità di noi stessi, come si legge nella stessa enciclica". E proprio a partire da questa provocazione del pontefice che si sono intrecciati gli interventi di don Maurizio Patriciello, sacerdote napoletano impegnato nella lotta contro le violenze inferte alla ormai conosciutissima Terra dei Fuochi, e del prof. Vito Uricchio, responsabile delle tecnologie ambientali al CNR di Bari, introdotti dalla vicesindaco Rosa Calò e dal rettore del Santuario, insieme al giornalista Enzo Quarto.

Uricchio ha esaminato con l'occhio scientifico l'enciclica punto per punto, evidenziando come essa sia un'attenta analisi del problema ambientale. Il papa ha preso in esame non solo le minacce che incombono su di essa e i gravi relativi effetti collaterali, come il consumismo pervasivo, l'aumento dei rifiuti o l'inquinamento dell'aria, solo per citarne alcuni, ma si è soffermato anche su una vera e propria conversione ecologica, che consiste in strategie di bonifica, con un approccio dallo sguardo ambientale, economico e sociale.

"Anche l'essere più piccolo è un tassello del libro del creato" ha riportato il professore dall'enciclica, illustrando i vari progetti di bonifica e le tecnologie del campo, di cui già da tempo si sta interessando per conto del CNR. La testimonianza di don Patriciello ha raccolto non solo il suo impegno in prima persona nella denuncia dello stato spaventoso in cui versano le campagne campane, portando la sua voce al parlamento italiano, sin'anche a quello europeo, ma anche quella delle storie, delle fatiche e delle tragedie dei napoletani. "Da un momento in cui si dava la colpa dei rifiuti ai napoletani, si passato ad aprire gli occhi su una realtà più ampia: quelli erano rifiuti industriali. E io non potevo più rimanere a guardare". Il ricco incontro si è poi concluso con una citazione di Chiara Lubich, riportata dal parroco di Caivano: "è meglio il poco fatto da molti, che il molto fatto da pochi".