Il ciclo rifiuti barese in tilt per un giorno

di La Redazione
Cronaca
01 ottobre 2015

Il ciclo rifiuti barese in tilt per un giorno

L'Italcave di Statte non ha accettato i flussi dei rifiuti nella giornata di ieri. Decreto firmato d'urgenza da Emiliano

I flussi di rifiuti del nord barese fermi per una giornata per questioni amministrative. È rientrata questa mattina l'emergenza smaltimento che ha coinvolto numerosi Comuni dell'area metropolitana di Bari a causa di un fraintendimento tra l'Amiu Bari e l'ItalCave di Statte, nel tarantino.

Nella giornata di ieri, l'impianto di smaltimento di Statte, infatti, non ha accettato i flussi di rifiuti trasportati dai camion dell'Amiu perchè, secondo quanto emerso dalla riunione dell'ATO provinciale di Bari, alcune prescrizioni presenti nel decreto regionale che ne disponeva il conferimento non soddisfavano i vertici dell'Italcave. La situazione, in poche ore, è degenerata, considerato che la struttura serve anche molti nuclei urbani del barese, a seguito delle emergenze che hanno coinvolto gli impianti di Conversano, Giovinazzo, Trani.

I vertici dell'ATO sono stati convocati in fretta dal presidente Antonio Decaro, che, ancora nel pomeriggio parlava di "emergenza ambientale continua". All'incontro, tenutosi a Bari, ha partecipato anche il sindaco Michele Abbaticchio, che si è visto costretto a chiedere la sospensione (meglio: il rinvio di alcuni punti all'ordine del giorno) del Consiglio Comunale in corso a Palazzo Gentile. Nonostante Natilla abbia smentito la notizia, facendo leva sul refuso del primo cittadino che all'inizio aveva parlato della discarica di Massafra. Effettivamente in funzione a pieno regime.

La situazione è rientrata solo in tarda serata, quando il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato un contro-decreto che ha ristabilito, almeno per il momento, il normale corso del flusso rifiuti. Intanto l'impianto di Statte potrebbe nuovamente finire agli onori della cronaca per la proposta di realizzazione di un terzo lotto, contro cui sono insorti i grillini di Taranto. "Il progetto – scrivono gli attivisti del Meet Up – si configura come una ulteriore offesa ad un territorio devastato e martoriato dal punto di vista sociale, civile e lavorativo ma soprattutto ambientale, dagli elaborati si evince che non è stata eseguita una Valutazione d'Incidenza Ambientale, peraltro obbligatoria, in prossimità del parco delle Gravine che è a due passi dalla discarica".