Episodio 2.9: Pulp Fiction

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler
29 ottobre 2015

Episodio 2.9: Pulp Fiction

Su legittima difesa, pistole in tv e Mr. Wolf

Negli ultimi giorni è tornato in auge il dibattito sulla legittima difesa. La causa scatenante si riconduce al caso del pensionato di Vaprio d'Adda, che ha ucciso un ladro introdottosi nella sua abitazione.

Sulla legittima difesa del pensionato, al limite della licenza di uccidere, lasceremo il dibattito a chi più se ne intende, ovvero ai giuristi e a Barbara D'Urso. Questo evento ha assunto tuttavia una piega grottesca, tipicamente italiana, dato che la politica si è sentita interpellata (anche troppo) nella vicenda.

Un personaggio in particolare ha pensato di portare la discussione ad un livello addirittura più basso di quanto già non fosse: Gianluca Buonanno. L'europarlamentare della Lega si è presentato ad un'intervista per Sky con una pistola in bella vista, dichiarando anche che “è meglio che il cimitero si riempia di delinquenti piuttosto che a pagare siano sempre i cittadini”. 

 

BONUS PISTOLA: Questa mattina su SKY TG24... ecco il video!!!

Posted by GIANLUCA BUONANNO on Venerdì 23 ottobre 2015

 

Buonanno, che politicamente ha la stessa credibilità di Winnie the Pooh (oltre che lo stesso fisico del famoso orsacchiotto) non ha fondamentalmente tradito le aspettative sulla sua persona. Il politico è infatti famoso per aver compiuto numerose figuracce nella sua carriera, come appare abbastanza evidente in questo video, condiviso orgogliosamente sulla sua stessa bacheca: 

BLOB, la mitica trasmissione di Rai3, mi ha dedicato interamente una puntata ieri sera !!!Ecco il video...

Posted by GIANLUCA BUONANNO on Lunedì 19 ottobre 2015

 

Stavolta però Buonanno si è superato: prima la pistola in tv, poi l'annuncio del “bonus pistola” nel suo comune, ovvero un'agevolazione pari a 250 euro per l'acquisto di armi per la difesa personale. Il politico ballerino e showman ha subito in pochi giorni una trasformazione nel simbolo della violenza giustificata e legittimata, subendo una metamorfosi mediatica paragonabile a quella di John Travolta nel ruolo del sanguinario Vincent Vega in Pulp Fiction, quando fino a pochi anni prima era associato a ruoli molto più leggeri, come quello di Danny Zuko in Grease.

Tuttavia, la mossa spropositata di Buonanno non è andata giù nemmeno a Matteo Salvini, che ha commentato in questo modo la bravata del suo collega: “Andare in tv con la pistola è sciocco e sbagliato, l'ho ripreso. Non si risolve niente mostrando una pistola in Tv, lo dico parlando in casa Lega, non serve ad altro che a far fare a Renzi la figura del fenomeno". Una dichiarazione che sembrerebbe condannare la violenza esposta in tv da Buonanno, ma che mantiene connotazioni e premesse poco coerenti. In primis perché sembrerebbe essere più legata al consenso mediatico, mantenendo come preoccupazione principale il fatto che Renzi faccia la figura del fenomeno.

In secondo luogo, Salvini cerca in qualche modo di riparare il danno compiuto dal suo collega, ma di cui tuttavia è complice, dato che non si può negare l'appoggio della Lega sulla questione dell'armamento dei civili come legittima difesa, né si può negare la politica improntata all'odio condotta finora dalle camicie verdi. Motivo per cui Salvini cerca in qualche modo di risolvere il problema, ma non fa altro che limitare il danno compiuto da Buonanno, comportandosi come il suo complice più responsabile, proprio come Jules in Pulp Fiction, il socio di Vincent Vega.

Per completare il trio ci vorrebbe un personaggio risoluto come il Signor Wolf, uno che “risolve i problemi”. Grazie a Dio il Parlamento italiano è pieno di sorprese, e Denis Verdini qualche giorno fa, durante una deposizione in tribunale a proposito della loggia P3, si è autoproclamato Mr. Wolf d'Italia: “Macché loggia. Io ero sono un facilitatore. Sono come Wolf di Pulp Fiction". E il trio si è così finalmente formato.

Scherzi a parte, il dibattito sulla legittima difesa è poi un attimo sfuggito di mano. C'è anche chi ha parlato di legittima difesa di Valentino Rossi nei confronti di Marc Marquéz sul circuito di Sepang, sul “contatto” al centro di una diatriba mediatica che ha superato i confini dello sport, fino a fondersi con un dibattito sempre più ampio e confuso.

Perché parlare di legittima difesa è difficile, è difficile esporsi ed esprimersi in termini esatti e trovare soluzioni universali. Ciò che però è davvero condannabile è esporre una pistola in tv. È urlare all'armamento dei civili per compiere giustizie private. È, ancora una volta, inneggiare all'odio e giustificare la violenza da parte di soliti noti.

Negli U.S.A. il facile accesso alle armi comporta continue morti innocenti, a volte anche stragi facilmente evitabili. Se da un lato è vero che non è giusto che un esercente o un comune cittadino debba trovarsi indifeso di fronte alla canna di una pistola, ad un furto o ad un'altra aggressione, non è allo stesso tempo corretto trovare una soluzione investendo nell'armamento dei civili, evitando in maniera fin troppo ingenua il problema alla fonte, ovvero il porto d'armi (dichiarato o meno) dei delinquenti.

Anche se si tratta di un problema difficilmente risolvibile, è comunque sbagliato non considerarlo come causa principale di violenza. Così come è scorretto marciare politicamente sulla debolezza delle vittime di aggressioni e furti, colme di rancore per una giustizia sempre più lenta e inefficiente. Inneggiare alla violenza sventolando una pistola non può che alimentare odio, fomentare false speranze e generare nuova violenza. Un'arma utilizzata per vendetta personale non trasforma le vittime in eroi, anzi le rende a loro volta dei criminali. E porre una pistola nelle mani di chi cerca vendetta risulta allo stesso tempo essere criminali.

Il risultato dell'escalation di una tale politica votata all'odio non può che portare a maggior violenza e ad uno spargimento di sangue incontrollato. E purtroppo (o per fortuna) non ci troviamo davvero in Pulp Fiction, e per pulire resti di cadaveri e occultare prove serve ben più di un trio maldestro come Buonanno, Salvini e Verdini. A cui, tuttavia, le mani resterebbero comunque sporche di sangue.