Episodio 2.7: Ritorno al Futuro

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Seconda Stagione
22 ottobre 2015

Episodio 2.7: Ritorno al Futuro

Su viaggi nel tempo, politici in tv e sparatorie, in compagnia di 'Doc' Emmett Brown

Nella giornata di ieri si è celebrato in tutto il mondo il Back To The Future Day, per ricordare la data in cui i protagonisti della trilogia di "Ritorno al Futuro" di Robert Zemeckis, Marty McFly (Michael J. Fox) e Emmett "Doc" Brown (Christopher Lloyd) arrivano nel futuro, esattamente il 21 ottobre 2015.

Da buon fan della serie mi sono immerso in una maratona della trilogia di Zemeckis, tra hoverboard, almanacchi sportivi e scarpe autoallaccianti.
Una scena in particolare ha scatenato in me non pochi pensieri, ovvero quando Marty dice al Doc del 1955 che nel 1985 il presidente degli U.S.A. è Ronald Reagan:

 

 

"Chi? L'attore?"

Mi ricorda qualcosa...
La mia visione e le mie rimuginazioni sono state bruscamente interrotte da un lampo accecante.
Mi sono ritrovato a terra, stordito, con un vecchio pazzo che mi scuoteva per farmi riprendere i sensi.

"Doc? Doc Emmett Brown??!"

"In persona, ragazzo! Seguimi, dobbiamo andare, non abbiamo molto tempo!"

Ero piacevolmente sconvolto, oltre che totalmente confuso. Non ho fatto domande, conoscendo il personaggio. Ho solo commentato la situazione come "pesante", e non è sembrato molto felice per la mia espressione.

Mi ha portato (come immaginavo) nella famosa DeLorean – macchina del tempo, si è vantato dell'invenzione del flusso canalizzatore e poi ha settato la macchina in una data stranamente vaga: 1993/1994.

"Dove stiamo andando Doc?"

"Devo mostrarti in che modo siamo arrivati nel 2015, in Italia."

Durante il viaggio mi ha più volte ripetuto di non interagire assolutamente con nessuno, per evitare situazioni anomale tipo strappi nel continuum spaziotemporale e altre stramberie.

Siamo scesi dall'auto solo al nostro arrivo, nello studio di Doc. Mi ha fatto sedere e mi ha messo davanti una vecchia tv a tubo catodico a colori, poi si è seduto accanto a me:

"Hai presente quella storia di Reagan nel film? Stai per vedere che anche le origini dei prossimi 30 anni di politica italiana nascono in tv. Sei pronto?"

Ha acceso lo schermo, e in ordine mi sono apparsi i nomi più caldi dell'ultimo trentennio politico italiano.

Nell'ordine:

Matteo Salvini a "Il pranzo è servito" (1993):

 

 

Già da allora diceva di essere nullafacente e parlava di tangenti a Milano.

Beppe Grillo che faceva ancora il comico (1993):

 

 

Matteo Renzi a "La Ruota della Fortuna" (1994):

 

 

Propone soluzioni da circa vent'anni.

Berlusconi scende in campo (politico), con un discorso a reti unificate (1994):

 

 

Le promesse non mantenute in questo video sono molte: è bene prendere le dovute precauzioni.

Al termine della visione Doc mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha sorriso:

"È tempo di tornare indietro. Indietro nel futuro!"

Sul tragitto del ritorno, prima di raggiungere le 88 miglia orarie, gli ho chiesto perché mi avesse portato indietro nel tempo per mostrarmi quella roba.

"Oh-la-là, non fare lo sciocco! Volevo solo mostrarti quanto sono diventati potenti personaggi televisivi più o meno famosi. E quanto l'amore per il trash televisivo italiano sembri rispecchiare anche il gusto dell'orrido nella vostra politica".

Ritornati indietro nel futuro, nel 2015, ci siamo salutati. Ma prima che andasse via l'ho bloccato. Avevo un'ultima domanda da porgli.

"Doc, possiamo fare qualcosa per Bitonto? Intendo, tornando indietro nel tempo?"

La sua espressione si è fatta cupa:

"No, ragazzo. Potremmo tornare nel 2002, o nel 2013, o alla scorsa notte al luna park per i Santi Medici e trovare un modo affinché le sparatorie non avvengano, ma non cambierebbe nulla in sostanza. Né cambierebbe molto se modificassimo elezioni passate, o se proponessimo nuovi progetti di rotatorie. Il passato è possibile cambiarlo in minima parte, ma in questo caso si tratterebbe di smembrare un'intera organizzazione criminale. E non siamo in un film, né nella tua immaginazione, in cui questa macchina sembrerebbe esistere. Non è il caso di scomodare il passato, ricevereste solo rimpianti. Piuttosto, cercate di vivere in modo costruttivo il presente, coalizzatevi in modo positivo e cooperate verso un futuro migliore. Perché il futuro, quello sì che dipende da voi e dovete costruirlo voi! Grande Giove!".

Ha poi inforcato degli occhiali a dir poco bizzarri e si è volatilizzato in un lampo di luce bianca e blu.

Ho di nuovo perso i sensi.

Mi sono ritrovato ai titoli di coda della trilogia di Zemeckis, rintontito e confuso su ciò che avevo appena vissuto. Sempre se l'ho vissuto davvero.

Anche se, in fondo, è relativamente importante se sia effettivamente accaduto davvero, mi interessa principalmente il messaggio che Doc mi ha lasciato al suo addio.

L'Italia sarà pure governata da ex-fantocci televisivi e Bitonto avrà anche (legittimamente) paura, ma è inutile piangersi addosso sul passato.

Sul presente, invece, possiamo e dobbiamo lavorarci tutti, insieme, senza buttare tutto il fango e le responsabilità su un'unica persona o istituzione.

Solo collaborando seriamente sul presente, tralasciando dissapori di qualsivoglia specie per un vero interesse per la cosa pubblica, solo allora il futuro sarà (di nuovo, finalmente) nostro.

Grande Giove!