Episodio 2.5: Grand Budapest Hotel

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Seconda Stagione
08 ottobre 2015

Episodio 2.5: Grand Budapest Hotel

Sull'ipotetico scenario dell'ex-Hotel Nuovo come possibile centro di accoglienza per richiedenti asilo

Negli ultimi giorni è circolata una voce (che per ora rimane tale) della possibilità di adibire l'ex-Hotel Nuovo di Bitonto a centro temporaneo di accoglienza per 80 richiedenti asilo.

La reazione a tale notizia non è stata delle migliori, come già dimostrato ultimamente tramite commenti poco amichevoli a proposito della Marcia delle Donne e degli Uomini scalzi.
L'accoglienza non si è rivelata, almeno sulla carta, una prerogativa di buona parte della popolazione bitontina.

Difatti, la notizia è stata accompagnata in modo spiacevole da una corrente di pensiero che vorrebbe destinare gli 80 posti letti ad italiani bisognosi, rimarcando la sempre poco chiara connessione tra "sostegno ai richiedenti asilo" e "suicidio di italiani in condizioni precarie".

In teoria la polemica esposta in questo senso potrebbe anche sussistere, fa storcere il naso però un dato di fatto: la tempistica con cui tende a presentarsi.

Nel senso: l'Hotel Nuovo è lì da anni, anche da quando ha smesso di funzionare come albergo. È lì in disuso, da anni. È incredibile ma è così.
Perché ricordarsi allora dei poveri ed ultimi solo quando si parla di ospitalità verso lo straniero, che per di più scappa da uno scenario di guerra e povertà?

È chiaro che la polemica in questo caso tende ad assumere spiacevoli connotazioni politiche, distaccandosi dal dramma umano in maniera a tratti imbarazzante.

Così come è chiaro che questi interrogativi rimarranno almeno per il momento senza risposta.

Ma, almeno per ora, l'Hotel Nuovo come centro di accoglienza resta solo una pura suggestione.

Una bella, pura, suggestione. Per Bitonto potrebbe infatti trattarsi di un riscatto morale, un'occasione per dimostrare la propria umanità e il proprio lato buono e solidale, scrollandosi di dosso tutte le pecche sorte con la criminalità negli ultimi anni.
Un'occasione per ripartire, per dimostrare nel proprio piccolo come un "cattivo esempio" possa trovare una via d'uscita.

Senza tuttavia prendere la questione come un subdolo modo per coprire pecche che vanno dal problema criminalità a progetti urbanistici pasticcioni, evitando che si riveli solamente uno specchietto per le allodole o, come diremmo noi, una pezza a colori.

Non si tratta di questo, si tratterebbe di porsi, paradossalmente, come buon esempio. Aprendo le porte di una città ad uomini in difficoltà, facendosi carico di una guerra anche se non direttamente interessati.

Ci si potrebbe porre come una buona alternativa possibile, evitando il modello Lombardia, dove una norma proposta dalla Lega Nord e approvata dal Consiglio regionale prevede che gli alberghi che accolgono i migranti non ricevano fondi per il turismo.

Si tratterebbe di un Hotel, effettivamente, Nuovo.
Così come lo scenario che si prospetterebbe per Bitonto, che dovrebbe successivamente far fronte a sfide non senza difficoltà, come l'integrazione sana ed effettiva di 80 migranti.

Perché non si tratta di un problema di altri, si tratta di un problema comune, almeno per il bacino del Mediterraneo.
Voltarsi dall'altra parte non dovrebbe essere consentito di fronte ad una guerra.
Così come non basta indignarsi di fronte alla foto di un bambino siriano morto sulla costa turca.

E qui non si tratta di fare moralismi, si tratta semplicemente di rispecchiarsi in una realtà leggermente differente: trovarsi senza casa a causa di un bombardamento per poi venire respinti da Stati vicini non dovrebbe essere una delle sensazioni più piacevoli per un essere umano.

Così come non deve essere bello sentirsi giudicati sempre come fonte di crimini, furti e aggressioni.
Specialmente a Bitonto, dove la criminalità parla strettamente in italiano, o al più in dialetto stretto.

E non bisogna assolutamente dimenticarsi di un particolare: odio genera odio.
Motivo per cui un'integrazione di sola facciata comporterebbe effettivamente danni sociali e, a lungo andare, economici. Ecco perché l'accoglienza dovrebbe diventare una prerogativa, per i bitontini tutti e per gli italiani in generale. Accogliere l'estraneo come una risorsa, ma non nel senso di risorsa economica, da sfruttare nei campi fino ai limiti dello sfruttamento.

Una risorsa umana, che porta con sé storie e conoscenze.

L'ex-Hotel Nuovo potrebbe così diventare un faro di speranza, potrebbe rivelarsi un'occasione per un riscatto concreto per una città vista dall'esterno sempre con un velo di negatività.

Potrebbe rivelarsi una bella storia, una bellissima storia nostrana.
Un po' come la storia di Zero, il lobby boy del "Grand Budapest Hotel" di Wes Anderson.

E lo stesso Hotel Nuovo potrebbe rivelarsi una valida alternativa ad un ipotetico Grand Budapest Hotel, anche perché a Budapest e in tutta l'Ungheria i migranti non li vogliono.
Si sono anche messi a costruire muri per evitare qualsiasi tipo di immigrazione clandestina (anche se costruire un muro per dividere popolazioni è un po' anacronistico, diciamo vintage), e si sono cimentati nel girare degli amichevoli spot anti-immigrazione, come nel caso del simpaticissimo sindaco di Asotthalom:

 

 

"Hungary is a bad choice. Asotthalom is the worst"

Ecco, magari Bitonto potrebbe rivelarsi una scelta migliore.

Ma tutta questa situazione resta, al momento, pura ipotesi e suggestione.

Motivo per cui, se dovesse davvero restare tale, sarebbe bello riascoltare la questione degli 80 posti letto da destinare agli italiani in cerca di aiuto, evitando di risvegliare le coscienze solo in situazioni (politicamente e non solo) comode.

Perché il dramma umano, a prescindere dal colore e dall'etnia, non andrebbe mai tralasciato né, peggio ancora, strumentalizzato.