'Don Mimmo minacciato di morte'. Mistero a Carbonara sulle feste patronali

di La Redazione
Cronaca
28 ottobre 2015

'Don Mimmo minacciato di morte'. Mistero a Carbonara sulle feste patronali

Un post sul web scatena la bufera. Ma il parroco smentisce tutto

Avrebbe rifiutato l'inchino della statua ai signori della mala o più semplicemente avrebbe insistito per dei festeggiamenti più contenuti. È mistero sulle ragioni delle presunte minacce ricevute da don Mimmo Chiarantoni, parroco della chiesa di Santa Maria del Fonte a Carbonara.

La vicenda è nata quando un cittadino di Carbonara, vicino secondo alcuni ad una realtà attiva nel sociale e nella politica, ha scritto un post dai toni allarmisti su Facebook, alla vigilia dei festeggiamenti in onore del patrono San Michele Arcangelo: "Un uomo è stato minacciato di morte e diffamato a Carbonara a causa della festa patronale. Quest'uomo, Don Mimmo Chiarantoni, ha denunciato i suoi aggressori. Sono indignato e questa volta non resterò in silenzio. Io sto con don Mimmo. Minacciate anche me". Nulla di più.

Il post ha suscitato da subito la solidarietà dei cittadini di Carbonara che, tra condivisioni e commenti, hanno espresso la propria vicinanza al parrocco, che tutti a Bitonto ricordano per un passato alla Basilica dei Santi Medici. Ma se da un lato il web e le testate locali hanno fatto dietrologia sulle minacce, dall'altro il diretto interessato, contattato telefonicamente, ha smentito l'episodio.

"Assolutamente nessuna minaccia, qui a Carbonara il legame tra religiosità popolare e criminalità non c'è - ha spiegato don Mimmo a Repubblica - Ci sono state solo un po' di polemiche per la decisione del comitato di destinare i soldi al concerto di Paolo Belli in piazza e meno alle luminarie. Una scelta che alla fine si è rilevata commercialmente vincente". Proprio la pista criminale è stata quella più battuta dai giornali: Repubblica ha parlato di "detrattori che non avrebbero per nulla gradito la nuova impostazione low cost data dal comitato organizzatore", mentre il Corriere del Mezzogiorno si è sbilanciato, "il parroco della chiesa matrice, è stato affrontato a brutto muso, intimidito, minacciato di morte, perfino. Colpevole, per chi l'ha verbalmente aggredito, di essersi opposto all'«inchino» della statua di san Michele Arcangelo, a omaggiare potenti locali".

A detta di don Mimmo, però, non ci sarebbe nemmeno stata la denuncia ai Carabinieri, "ho incontrato le forze dell'ordine solo per uno scambio di saluti". E, in effetti, nelle ultime ore a Carbonara i toni accesi sono rientrati. Non ci sarebbe stata nessuna minaccia di morte, ma solo un colorito scambio di vedute. "Questo parroco — ha spiega Nicola Acquaviva, presidente del Municipio, al Corriere — ha disposto dei cambiamenti. Che prima era gestita da alcune confraternite. Ci sono state delle polemiche? Sì, è vero. Anche una discussione accesa, ma non si può parlare di minacce di morte. Scambi di vedute tra semplici cittadini, nessun malavitoso era coinvolto. È solo che la questione è stata raccontata sui social network e un po' montata". "Cose di paese" come ha ribadito don Mimmo.