Dallo sfratto alla Comunità Nazareth

Federica Monte
di Federica Monte
Cronaca
14 ottobre 2015

Dallo sfratto alla Comunità Nazareth

La storia di due sorelle che hanno rischiato di rimanere senza casa. La vicenda ha avuto un lieto fine

Sole, con pochi soldi in tasca, hanno vissuto per tre settimane nel B&B Santi Medici. Da oggi saranno ospitate dalla Comunità di Nazareth. È la storia di Filomena e Carmela, rispettivamente 50 e 45 anni.

Carmela soffre di disturbi mentali sin dalla nascita. "Mentre stava andando in ospedale mia madre cadde a pancia in giù e mia sorella ebbe delle ripercussioni celebrali" spiega Filomena, sua sorella. I referti medici parlano di oligofrenia infantile irreversibile. Carmela ha bisogno di assistenza continua. E sua sorella le è accanto sin dalla morte della loro madre.

"Mia madre sul letto di morte mi disse: mi raccomando, prenditi cura di Carmela. Il giorno dopo morì. Per un periodo ce l'abbiamo fatta ad andare avanti. Poi è crollato tutto. Abbiamo avuto dei problemi economici, io non lavoro per accudire lei. Carmela ha bisogno di me, morirebbe senza di me e io pure. È tutta la mia vita. Faccio fede alla promessa che ho fatto a mia madre, non posso deluderla" mentre parla Filomena si commuove. Per settimane ha rischiato di non avere più un posto dove dormire.

Abitavano in Via Ruggero Bonghi e per due anni hanno pagato regolarmente il fitto di casa, poi sono subentrate delle spese extra legate alla salute di Carmela – "visite specialistiche, esami, farmaci" racconta – che hanno portato alla sospensione del pagamento del fitto per un anno. Il locatore ha richiesto così al Giudice di emettere un provvedimento esecutivo di sfratto.

I genitori delle sorelle Antuofermo erano contadini, vivevano con poco ma in maniera dignitosa. Filomena ha negli occhi la vergogna e il pudore di chi non ha voglia di farsi compatire. Confessa di aver perso così tanto la speranza e di aver pensato per un momento al suicidio, ma poi si è fermata domandandosi quale sorte sarebbe capitata a Carmela.

"Ho dovuto lasciare casa perché avevo paura che rinchiudessero Carmela in qualche istituto, ho solo bisogno di un appoggio momentaneo che mi dia la possibilità di rimettermi in carreggiata. I nostri mobili sono ancora lì, ho tempo fino al 17 ottobre per riprendere le nostre cose, poi butteranno tutto. Mi sono sentita sola. Io sono molto riservata, non mi piace mettermi alla berlina. È stata una violenza psicologica, mi sono sentita umiliata. In queste quattro mura mi sento soffocare, a casa mia ho tanto libri, amo leggere e mi sento persa senza i miei libri, senza le mie cose".

La vicenda, tuttavia, ha avuto un lieto fine. Almeno per il momento. L'assessore al Welfare, Franco Scauro, si è mostrato sensibile alla vicenda. Contattato da BitontoTV, ha proposto alle donne due soluzioni, una a breve termine e l'altra a medio-lungo termine. Nella mattinata di ieri le due donne sono state accolte presso la Comunità Nazareth di Via Palo nella quale potranno rimanere per i prossimi 3 mesi. "Siamo felici" hanno commentato, unendosi alla soddisfazione mostrata dalla macchina della solidarietà che si era attivata in loro sostegno.

Terminato il periodo in Comunità, il Comune si impegnerà a pagare il fitto di un piccolo appartamento. Le due sorelle, però, dovranno trovare un proprietario disposto a stipulare una convenzione per il pagamento con Palazzo Gentile.