Criminalità. La politica chiede l'intervento di Roma

di La Redazione
Politica, Cronaca
22 ottobre 2015

Criminalità. La politica chiede l'intervento di Roma

Da più parti la richiesta di più controllo e potenziamento dell'attività investigativa. A Palazzo Gentile forse una Commissione ad hoc

Come ad Agosto, la sparatoria in via Lazzati di domenica scorsa non ha lasciato indifferente il mondo della politica locale, intervenuto unanime per chiedere il sostegno delle istituzioni sovracomunali nella lotta alla criminalità.

"Aspettiamo da anni decine di arresti (non domiciliari) che facciano comprendere a vari clan o presunti tali che questa non è più la loro terra" aveva dichiarato il sindaco Michele Abbaticchio, nelle ore immediatamente successive all'agguato. Riuscendo a strappare la promessa da Bari dell'arrivo di nove volanti in più, divise tra Polizia e Carabinieri, e soprattutto della conclusione rapida delle indagini sulla guerra tra clan che imperversa ormai da mesi in città.

Le misure, tuttavia, non bastano per un'azione a largo raggio, che punti a indebolire la potenza dei gruppi criminali. E da più parti si è invocato l'intervento di Roma. "È  preoccupante che il Ministero dell'Interno non abbia ancora compreso la gravità dei fenomeni criminali a Bitonto" ha dichiarato l'onorevole Cinque Stelle Francesco Cariello. "Il dilagare della criminalità è agevolato sia dall'esiguo dispiegamento di forze dell'ordine a tutela della città che da un'inefficace azione preventiva. Non bisogna aspettare che ci sia una vittima innocente per chiedere uno scatto di orgoglio allo Stato: il non poter vivere la propria città è una violenza della libertà altrettanto grave. Così si mina alle fondamenta il tessuto sociale e il vivere civile oltre a soffocare l'economia della città".
"Più volte - ha spiegato - ho chiesto al Ministro, attraverso interrogazioni parlamentari, di riferire in merito alla situazione critica della città di Bitonto e sulle strategie dello Stato per riprendere in mano il controllo del territorio, senza avere mai risposta. Mancano totalmente sia politiche di prevenzione dei crimini, adottate con successo in altri comuni, sia azioni di coordinamento con le altre forze dell'ordine presenti sul territorio e con le stesse amministrazioni. Alfano lasci stare per un momento le beghe del suo partito e pensi a garantire la sicurezza dei cittadini".

Sulla stessa riga il consigliere regionale forzista Domenico Damascelli: "Nemmeno un giorno di festa di un popolo intero riesce a fermare la cruenta violenza della criminalità, che regna sovrana a Bitonto. Vagano proiettili addirittura in un luna park, tra un passeggino e una giostra, in uno dei momenti più affollati della giornata. Senza alcuno scrupolo o timore delle conseguenze. Un atto gravissimo, intollerabile di sfrontatezza e pericolosità. Siamo in piena emergenza criminalità". "Adesso è il Governo che deve intervenire ed è il Ministero dell'Interno che deve affrontare il caso". Di qui la proposta: "Si faccia una delegazione di rappresentanti istituzionali del territorio e si vada dal Ministro, restando lì finché non si sia ottenuto un concreto e risolutivo programma di interventi, in cui siano previste attività di repressione e prevenzione, seguite da decisi provvedimenti giudiziari. Sperando che la pena inflitta sia scontata sino all'ultimo giorno, senza abbuoni, senza sconti e senza libere uscite, per non vanificare così l'impegno delle forze dell'ordine, che operano scrupolosamente e tenacemente al servizio del territorio. I cittadini hanno il sacrosanto diritto di sentirsi protetti e non abbandonati, di sentirsi liberi e non ingabbiati, di poter vivere serenamente la propria terra, senza ulteriori ansie e apprensioni. Si finisca di negare l'evidenza, come in tanti hanno fatto sino ad ora, sminuendo puntualmente episodi simili già avvenuti troppe volte. Le conseguenze sono queste ed è ora che lo Stato faccia sentire con grande forza e determinazione la sua presenza preponderante". Il dibattito politico, tuttavia, ha coinvolto anche l'Amministrazione, attaccata sui social network di riflesso anche sul tema della legalità. "Trovo strumentali gli attacchi sulla legalità quando stiamo parlando di violenza criminale organizzata - ha risposto Michele Abbaticchio - qui stiamo parlando di incoscienti che non hanno paura a fare fuoco in mezzo alla gente per risolvere le proprie questioni di appropriazione di spazi criminali".

Intanto pare che il Comune di Bitonto a breve potrebbe dotarsi di una Commissione che si occuperà della questione criminale, come proposto dal primo cittadino durante l'ultimo Consiglio, seguendo l'appello all'unità lanciato da molti consiglieri, tra cui il capogruppo dem Francesco Ricci.

Il mantra, comunque, rimane "tolleranza zero". Anche perchè dopo quindici anni di lotte tra clan la città è stanca. "Siamo stufi - hanno scritto i Grilli Bitontini in una nota stampa - di questo stillicidio criminale, che lento ed inesorabile corrode le nostre vite". Il gruppo ha chiesto alle amministrazioni locali di costituire un tavolo permanente antimafia. l'attivazione di progetti basati solo sulla repressione ma soprattutto su prevenzione e reintegro sociale dei soggetti a rischio delinquenza, "che la nostra Amministrazione si costituisca parte civile, assieme ad elementi rappresentativi della società civile, nell'eventuale processo che vedrà questi soggetti imputati, perché ancora una volta, è stata lesa ed oltraggiata, l'immagine onesta e pulita di una città che vuole solo vivere serenamente la propria quotidianità".

Proprio il consigliere Franco Natilla nelle scorse ore ha chiesto perchè il Comune non si sia costituito parte civile nel processo legato alla sparatoria del 2013. "È stata questa Amministrazione ad avviare questo tipo di percorso, vedi il caso Turturro - è la risposta del Sindaco - Sulla sparatoria in piazza Partigiani d'Italia ho espresso pubblicamente volontà di costituirci, abbiamo dato mandato ad un legale anche per risarcimento danni all'immagine del Comune, ma vi è stato un intoppo tecnico di cui il responsabile dell'ufficio renderà noti i contenuti in una relazione apposita". E annuncia: "Intanto al Questore ho chiesto di informarci ufficialmente dei nominativi dei responsabili dell'ultima sparatoria in tempo utile, in quanto siamo politicamente interessati ad intraprendere la strada voluta anche dal consigliere Natilla".