Commissioni. Il Consiglio: 'Ci sentiamo traditi'

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
31 ottobre 2015

Commissioni. Il Consiglio: 'Ci sentiamo traditi'

Mundo: 'Comanda la struttura?'. Farella: 'Tante riunioni invalidate'. Il Sindaco pompiere: 'Nessuna tecnocrazia'

"Ci sentiamo traditi". Se si esclude la querelle sull'elezione del Presidente, il Consiglio Comunale riunitosi ieri - in una seduta abbastanza breve - si è occupato della situazione in cui versano le commissioni.

L'occasione è stata la surroga dell'ormai ex consigliere Fioriello nella II e nella IV (sostituito, nello specifico, da Paletta e Febbrile nelle due commissioni), su cui l'assise ha dovuto far proprio un parere del Ministero dell'Interno sulla conservazione del principio di proporzionalità della rappresentanza all'interno degli organi, considerato lo stravolgimento degli equilibri tra maggioranza e minoranza causato dalla fuga di Rutigliano alla corte del Pd.

L'arringa più interessante arriva dal capogruppo del PSI, Franco Mundo, che chiede "rispetto per il lavoro delle commissioni". Il socialista, infatti, attacca l'apparato degli uffici, rei, a suo dire, di prendere decisioni, ignorando il parere del Consiglio, in primis, ma soprattutto delle stesse commissioni. "Chi decide: noi o la struttura?" è la provocazione di Mundo, che costringe il Sindaco a rassicurare gli animi, "non c'è nessuna tecnocrazia".

Dalla discussione si scopre che alle Commissioni non vengono riconosciuti gli oneri da circa sette mesi. "Su diciotto riunioni ce ne sono state riconosciute solo quattro - tuona l'indipendente Farella, citando l'esperienza della propria commissione, unico dalla minoranza (assieme a Ricci che cita la vecchia delibera sulle tariffe, come "esempio virtuoso del lavoro delle commissioni", ndr) - la domanda che sorge spontanea è: cosa dobbiamo fare per non invalidare le riunioni?".

L'arcano, però, è presto risolto. A detta di Michele Abbaticchio, gli uffici avrebbero deciso di vagliare l'operato delle commissioni in tre tranche, in ordine alla validità burocratica e al riconoscimento economico. Ecco dunque perchè il numero delle riunioni valide sarebbe al momento così ridotto. "Sia chiaro che non è una questione di soldi" specifica in chiusura Farella. E i soldi, quelli spesi per le commissioni, appunto, erano quelli finiti al centro della trasmissione l'Arena di Massimo Gilletti, che puntò il dito proprio contro Palazzo Gentile e i quasi 100.000 euro destinati nel 2014 alle riunioni dei consiglieri.