Caos Maria Cristina

di La Redazione
Cronaca
15 ottobre 2015

Caos Maria Cristina

Mensilità arretrate non pagate, lavoratori in agitazione. Martedì una riunione tra sindacati e Masciale

Cosa succede al Maria Cristina? Mensilità arretrate, dipendenti in agitazione. La riunione tenutasi due giorni fa, a seguito della proclamazione dello sciopero indetto dalla FLP, convocata dell'Assessore al Welfare della Regione Puglia è stata l'occasione per discutere delle urgenti problematiche dell'ASP di Bitonto. Oltre alla FLP e le altre sigle sindacali, erano presenti anche la dirigente dell'assessorato regionale, Franca Zampano in sostituzione dell'Assessore impegnato in Giunta, i vertici dell'azienda con il presidente Vito Masciale, accompagnato dai consulenti esterni aziendali.

Ed è stato proprio il neo presidente a descrivere la situazione: l'ASP a fronte di un bilancio corrente previsionale di gestione (anno 2015) positivo di 3mila euro ha un debito consolidato di oltre 500mila, riveniente dalle passate gestioni. Il timore è che se non interverranno nuove situazioni contributive probabilmente l'ASP non sarà in grado di appianarle in breve tempo. La maggior parte del debito di circa 400mila euro rivengono dal credito lordo del personale.

In alternativa, pur pagando le mensilità correnti, se non rientreranno i crediti vantati dall'ASP nei confronti dei Comuni che utilizzano il servizio, non potrà ridurre tale debito. Ad aggravare lo stato della struttura anche fatture non pagate ai fornitori, per gli anni 2013 e 2014, che hanno già prodotto decreti ingiuntivi.

"Nel breve percorso della sua presidenza - ha spiegato Masciale - mi son fatto parte diligente ad esigere parte dei crediti, tant'è che al personale è stato garantito sempre lo stipendio corrente. Inoltre, per il futuro, abbiamo intrapreso iniziative che vedranno accrescere l'utenza e andrà a ricontrattare i fitti e i servizi offerti con i locatari di parte dell'immobile che, ad oggi, risultano risibili".

Secondo le previsioni del presidente Il combinato di queste azioni, porterebbero nuove risorse finanziarie, anche grazie all'entrata nel mercato, in concorrenza con i privati per reperire utenza e offrire miglior servizi.

Non basta. LA FLP, pur riconoscendo il cambio di rotta gestionale, ha comunque rivendicato "i pagamenti dei 7 stipendi maturati e del prossimo corrente (ottobre 2015), ovvero di conoscere i tempi di erogazione o l'impegno della destinazione esclusiva al saldo degli stessi dalle entrate dei crediti maturati dall'ASP". In buona sostanza il sindacato ha chiesto la risoluzione della riduzione della debitoria nei confronti dei dipendenti, una gestione più dinamica e un piano triennale gestionale.

L'azienda, dal canto suo, si è impegnata ad erogare minimo duemensilità arretrate non appena accrediteranno la somma di 150mila euro dalla Città Metropolitana, che dovrebbe essere imminenti, oltre lo stipendio corrente della mensilità di ottobre 2015.

Sulla vicenda era intervenuto anche il consigliere regionale Domenico Damascelli, chiedendo un'audizione alla Commissione Welfare di via Capruzzi. "È grave - ha dichiarato il forzista - che si sia dovuti giungere al parossismo e all'esasperazione dei lavoratori, perché la situazione è nota ormai da tempo. Regione e Comune, fino ad ora, non hanno dato alcun impulso concreto per la risoluzione dei problemi che affliggono lo storico istituto. Nel frattempo, tutto ricade sugli incolpevoli lavoratori e sulla storia di un'azienda che, da oltre 162 anni, eroga servizi efficienti e sempre orientati al bene comune e alla tutela delle fragilità".
"Adesso basta: è necessario andare fino in fondo e risolvere la questione con atti concreti. La Giunta regionale ci dica cosa intende fare. nell'auspico che si chiuda questa parentesi di inutili e dannose perdite di tempo e rimpalli di responsabilità".