Ambiente. Le petizioni di Colibrì approdano in Consiglio

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Cronaca
05 ottobre 2015

Ambiente. Le petizioni di Colibrì approdano in Consiglio

L'assise discuterà la modifica delle NTA che consentono di realizzare discariche e un atto di indirizzo sull'amianto

La modifica delle Norme Tecniche di Attuazione richiesta dall'associazione Colibrì approda in Consiglio Comunale. Durante la prossima assise, in programma questo pomeriggio in prima convocazione (slitterà a mercoledì in seconda?), l'assemblea discuterà l'approvazione di un atto di indirizzo volto alla modifica delle NTA del vigente Piano Regolatore, che permetterebbe la realizzazione di discariche in agro rurale.

La questione, sollevata quasi due anni fa da BitontoTV, nasce dal'articolo 22 del dispositivo, che, alla sezione 1.c, recita "per quanto attiene in particolare le discariche di rifiuti solidi urbani (R.S.U. ndr) le stesse sono consentite in cave già esaurite e con le limitazioni di cui articolo 22.1a". Un cavillo che sostanzialmente legittima la costruzione di impianti di stoccaggio in cave in cui non viene più svolta l'attività estrattiva, stranamente inserito proprio nella sezione che le NTA dedica alle "Attività Agroturistiche". E che è diventato il nodo centrale del ricorso al Tar Puglia da parte della Fer.Live.

Da qui la petizione promossa da Colibrì, volta a cancellare l'intero capoverso che apre alla realizzazione di discariche. Il documento, che ha raccolto un ampio consenso - da Amministrazione e Partito Socialista al Partito Democratico - è stato firmato da 842 cittadini e ha ricevuto il placet comunale di Sangirardi.

"È compito anche del Consiglio Comunale - si legge nell'atto di indirizzo che verrà discusso in assise - fare in modo che i luoghi più cari alla cittadinanza e più caratterizzanti le specificità del territorio pedemurgiano, siano tutelati e messi al riparo da rischi ambientali attraverso atti amministrativi e di pianificazione urbana e territoriale coerenti con uno sviluppo eco sostenibile del nostro territorio". Soprattutto perchè "il territorio comunale è già stato pesantemente interessato da ampi e pericolosi focolai di inquinamento le cui conseguenze sulla salute pubblica sono ancora tutte da valutare". Normativa comunale che, a questo punto, potrebbe rappresentare uno strumento di difesa contro gli impianti di smaltimento di rifiuti speciali, ma difficilmente per i rifiuti solido urbani, per cui è la Regione Puglia ad avere potere decisionale.

Assieme alla vicenda NTA, sui banchi del Consiglio sarà esaminato anche un atto di indirizzo sull'amianto - oggetto della seconda petizione promossa da Colibrì. Stante "la presenza di strutture in cemento amianto abbandonato nelle periferie di Bitonto, delle frazioni di Palombaio e Mariotto e nelle nostre campagne, ampiamente documentata da associazioni ambientaliste, singoli cittadini e anche dalla Polizia Locale, notevole e preoccupante. Infatti molte volte, nei luoghi dei depositi abusivi, questo materiale si presenta preventivamente e inopinatamente frantumato dagli ignoti irresponsabili per mimetizzarne l'illecito abbandono con altri materiali quasi sempre proveniente da attività edilizia. I luoghi dell'abbandono sono i margini delle strade pubbliche, i muretti a secco e addirittura i fondi privati", i firmatari del documento "chiedono al Sindaco e all'Amministrazione Comunale di Bitonto, di sollecitare l'emanazione, anche da parte della Regione Puglia, di norme semplificate con specifiche modalità operative da applicarsi in presenza di manufatti integri di modeste dimensioni in peso e superficie, rispettose della Legge e dei dettati normativi sopra richiamati, così come hanno fatto altre Regioni italiane a beneficio della salute dei cittadini, dell'Ambiente e realizzando nel contempo notevoli riduzioni di costi".