Regionali, un risultato che prepara le Amministrative

Savino Carbone
di Savino Carbone
Elezioni Regionali 2015
03 June 2015
Photo Credits: Lisa Fioriello

Regionali, un risultato che prepara le Amministrative

Piccola analisi del voto di domenica alla luce del prossimo appuntamento elettorale cittadino

Archiviate le Regionali, la politica bitontina è al lavoro per preparare le prossime Amministrative. La tornata elettorale di domenica scorsa ha consegnato alla città un primo quadro geopolitico sui cui poter stilare una bozza preliminare dell'agenda politica da qui al 2017, quando, a meno di clamorosi scossoni a Palazzo Gentile, Bitonto sarà chiamata a rinnovare il governo cittadino.

Il centrosinistra di maggioranza. Un voto per l'Abbaticchio bis?

La coalizione che sostiene l'amministrazione Abbaticchio ha portato due candidati, Vito Palmieri e Michele Daucelli, entrambi rimasti fuori dai giochi per via Capruzzi. I numeri ottenuti a Bitonto dal Presidente del Consiglio e dall'Assessore alle Finanze meritano però di essere analizzati: con le sue 1932 preferenze, Daucelli ha da solo superato i numeri di Sinistra Ecologia e Libertà alle precedenti Amminstrative, mentre Palmieri ottiene appena la metà di quanto riscosso tre anni fa da Laboratorio, prima lista della maggioranza.
Le civiche. Le 382 preferenze per Guglielmo Minervini - candidato sostenuto apertamente da Città Democratica e Progetto Comune - e i 37 di Renato Bucci spiegano bene come le civiche difficilmente riescono ad imporsi in competizioni elettorali che trascendono le mura cittadine. Discorso a parte merita il Partito Socialista che non ha fatto endorsement di alcun tipo, se si esclude l'appoggio del consigliere Franco Mundo a Cesare Veronico, suffragato con 123 voti, ma sostenuto anche da una piccola parte del PD.
Constatata l'assenza di grandi candidati, in grado di spostare un numero consistente di voti, viene spontaneo chiedersi quale sarà il ruolo giocato da Michele Abbaticchio, non espressosi a queste Regionali, ma fino ad ora l'unica figura in grado di fare da collante tra realtà molto eterogenee, come quelle civiche (che hanno espresso pubblicamente nelle scorse settimane le ragioni di opportunità di un secondo mandato Abbaticchio). E forse da ponte con il resto del centrosinistra.

Il centrosinistra di opposizione. Quale futuro?

Ancora più interessante è la situazione del Partito Democratico. Con i 3020 voti raccolti, la Pescara conferma di essere in continua flessione, avendo perso migliaia di voti in poco meno di sette anni. Il confronto con le scorse Regionali e le ultime Europee è impietoso: Il Pd perde 6500 voti rispetto all'ultima competizione per via Capruzzi e 4000 dalla tornata del 2014. Sintomatico è il risultato di Mario Loizzo, il candidato sostenuto dal capogruppo Pd in Consiglio Comunale, Francesco Ricci, Franco Natilla e lo zoccolo duro dei DS. L'highlander del Partito Democratico, a Bitonto, ha ottenuto 806 voti, ben al di sotto di quelli presi in totale dai due consiglieri comunali alle Amministrative del 2012. Pur considerando le pregiudiziali legate alla bassissima affluenza, appare comunque difficile che il partito di Biagio Vaccaro riesca in due anni a recuperare consenso e, quindi, maturare un potere contrattuale tale da poter instaurare un dialogo alla pari con il centrosinistra di governo. Soprattutto se si considera che una fetta consistente dei voti a Giannini e Lacarra provengono dall'ala moderata del partito (quella certamente meno ostile all'attuale Amministrazione), appare difficile che riesca a sfidare l'attuale coalizione di maggioranza con un altro candidato.

Il Movimento Cinque Stelle. Solo un voto di protesta?

Importante è stato il risultato raggiunto dal Movimento Cinque Stelle che, con 4249 voti, è stata la prima lista votata in città. L'eterogenesi di quello che probabilmente va considerato come un voto di protesta lascia facilmente immaginare come abbiano votato i pentastellati anche tanti delusi del centrosinistra, che, in alcuni casi, hanno preferito il voto disgiunto, dirottando le preferenze per la Presidenza della Regione ad Antonella Laricchia. Ne è testimonianza il risultato del candidato bitontino Giuseppe Cannito, che, rispetto al consenso di lista, ha raccolto "solamente" 1405 voti. Proprio i numeri dell'architetto bitontino dimostrano come il Movimento sia una forza da non escludere dai tavoli del centrosinistra (da statuto le liste del Movimento possono stringere alleanze con le liste civiche, ndr), ma che, forse, non è ancora in grado di esprimere un proprio candidato di peso - soprattutto se scegliesse di correre da solo.

Il centrodestra. Forza Italia in ripresa, ma tante divisioni

Discorso a parte merita la destra cittadina. La vittoria del forzista Domenico Damascelli, eletto in Consiglio Regionale, è dovuta solo a metà al voto bitontino: delle 3835 preferenze raccolte dal coordinatore provinciale di Forza Italia nella circoscrizione barese, solo 1903 provengono da Bitonto. Damascelli ha perso oltre 1100 voti rispetto al 2010, ma Forza Italia continua a dare segnali di ripresa - come avvenuto per le Politiche e le Europee - dopo la pesante batosta alle Amministrative del 2012. E' il segnale che, dopo gli anni Valla, qualcosa è stato costruito. Le recenti scissioni a livello nazionale e regionale, tuttavia, non consegnano un centrodestra unito. E rendono difficile, soprattutto in virtù del dualismo Damascelli-Somma, ricucire lo strappo in poco tempo e presentare un candidato unico. Evitando la migrazione delle forze più moderate verso il centrosinistra.